Uso dell’agopuntura nel trattamento di donne vittima di abuso e violenza domestica: studio clinico sperimentale prospettico (I parte).

Uno dei vantaggi del piacere sul dolore è che al piacere puoi dire basta, al dolore non puoi
Ugo Ojetti

Se un malato vi racconta la sua storia, davvero, tutta la sua storia, e se non avrete voglia, a storia finita, di ricominciare da capo per chiedere meglio, per ascoltare ancora, se non dimenticherete l’esatto trascorrere del tempo, se non farete tardi…è segno che non stavate facendo il medico. Poiché infinito è il turbamento che provoca un uomo che a un altro uomo racconti, davvero, della sua stanchezza, delle sue lacrime solitarie, dell’ago che trafigge.
A.Malliani- Medico Sempre

Altre volte invece è “dentro”, ma non saprei né potrei dire quanto profondo o dove, non è localizzabile se non con insoddisfacente approssimazione, è indipendente dalla posizione, anarchico. Improvvisamente si spegne senza mai scomparire, resta come un rumore bianco di fondo. Ti accompagna sempre anche quando non c’è, perché comunque sai che è lì. Così, ti ruba il tempo, occupa la mente. È nella mente.
C. Perfetti e S. Chiappin- Un’emozione chiamata dolore

INTRODUZIONE – Dati epidemiologici e dimensione del problema
Il fenomeno della violenza domestica risulta essere diffuso in tutti i paesi e in tutte le fasce sociali; gli aggressori appartengono a tutte a tutti i ceti economici, senza distinzione di età, razza, etnia, estrazione sociale e livello culturale. Le vittime sono uomini, donne e bambini che spesso non denunciano il fatto per paura o vergogna. Secondo il «Global and regional estimates of violence against women» pubblicato dalla World Health Organization (WHO) nel 2013 (1) i dati sono allarmanti:

  • Il 30% di tutte le donne nel mondo hanno vissuto atti di violenza fisica o sessualizzata all’interno di un rapporto di coppia. Le donne subiscono violenza fisica e/o sessuale prevalentemente da parte del partner, in ambito domestico e nella loro abitazione, e il 42% delle donne che hanno subito violenza fisica o sessualizzata da parte del partner, hanno riportato ferite fisiche
  • Il 38% di tutte le donne assassinate, sono state uccise dal partner del momento o da un partner precedente e il 58,7% degli atti di violenza commessi dal partner avviene nell’abitazione della vittima
  • Le donne più colpite dalla violenza nella coppia sono quelle tra i 40 e i 44 anni (37,8%)
  • Le donne che hanno subito ripetute violenze da parte del proprio partner, hanno riportato anche conseguenze di natura psicologica o psicosomatica come disturbi del sonno, ansia, depressione, idee suicidarie
  • Solo il 7% dei casi di violenza da parte del partner è stato denunciato alla polizia

Per quanto riguarda, invece, la violenza sui minori, da un’indagine condotta dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza su un bacino effettivo di 2,4 milioni di popolazione minorile (il 25% della popolazione italiana) (2), risulta che nel nostro paese:

  • 9 bambini e adolescenti su 1000 è vittima di violenza (senza differenza di sesso)
  • Oltre la metà dei bambini maltrattati subisce anche una grave forma di trascuratezza materiale e affettiva, se si prendono in considerazione anche le patologie delle cure (discuria e ipercuria)
  • L’abuso sessuale colpisce 4 bambini su 100 maltrattati.
  • Costituzione prevalente dell’abusatore secondo la Medicina Cinese
    Secondo la Medicina Cinese è possibile definire 5 costituzioni o quadri patologici prevalenti di aggressore/abusatore
    1- Pienezza dello Yang del Fegato
    Il fegato rappresenta la sessualità che, senza il controllo della mente e portata al suo stadio più estremo, fa sì che l’abusatore adoperi i suoi organi di appartenenza (al fegato), cioè genitali, occhi e muscoli per soddisfare la sua brama mai saziata soltanto dall’immaginazione.

2- Pienezza del Du Mai
In questa tipologia di abusatore la pienezza del Du Mai (che è il mare dello Yang) è spesso associata alla pienezza del Rene Yang e si caratterizza per problemi di identità che nell’abusatore violento si concentrano su due punti: 12GV e 19GV. Si tratta di un abusatore che ricerca la sodomizzazione. Ha il tratto psicotico e punitivo. Non conosce il piacere del nutrimento del piacere ma solo una folle sete di conquista e di sopraffazione. E’ convinto di potere tutto senza che niente lo possa fermare.

3- Milza-Pancreas
Appartiene a questa categoria l’abusatore ossessivo che pianifica con ordine e razionalità le sue violenze domestiche, reiterandole in tempi e modi con modalità ripetitive. Si tratta frequentemente di un individuo colonizzato da muco che è incapace di svolgere una propria vita quotidiana e che fa dell’abuso il suo rituale fisiologico di appartenenza al suo mondo malato.

4- Polmone
E’ l’abusatore omicida, l’uomo apparentemente normale che svela la violenza in raptus incontrollati. Capace di lacrime apparenti e di finti ripensamenti, sferra e infligge violenze sulla pelle in quanto per lui è terreno di godimento vedere le stigmate che lui stesso ha provocato. Ama usare strumenti contundenti per fare del male alle donne e si eccita col pianto delle stesse. L’alcool lega gli abusatori di fegato e polmone favorendo la messa in movimento e la liberazione da remore di squallidi personaggi che dedicano hun e po alla coltivazione esclusiva dei loro demoni interni.

5- Yang Wei Mai
Nei rapporti sociali tendono ad essere camaleontici, adattandosi con mutamenti repentini alle diverse situazioni, ai diversi ambienti ed alle persone con cui entrano in contatto; sono inclini ad inseguire mode, umori, tendenze. Non prendono le distanze dal mondo esterno. Sono facili alla collera che esplode senza controllo. In patologia tendono a perdere la propria identità, ad essere facilmente influenzati e plagiati. Diventano ciclotimici, claustrofobici e possono arrivare a manifestare psicosi maniaco-depressive. Sono gli abusatori pentiti che spesso presentano un aspetto umano e anche affettivo ma che si alterna senza logica a vere e proprie esplosioni di violenza.

Le vittime sono donne che spesso portano per sempre una cicatrice invisibile e indelebile della profanazione del loro tempio e che concentrano le schegge che la violenza ha offerto loro nella struttura stessa che esse nutrono nella loro peculiarità, il Ren Mai o Vaso Concezione. L’ideogramma di Ren Mai (任) è rappresentato dall’uomo e dal fardello, immagine che nel suo complesso esprime l’idea di applicazione pratica, di realizzazione e di farsi carico degli ordini altrui. Più sottilmente racchiude in sé il significato di un’assunzione di responsabilità associata alla forza di sopportare, di supportare, di sostenere, di nutrire. Il Ren Mai, dunque, sostiene e contiene, come la gravidanza che è, appunto, contenere e sostenere. Per questo alcuni testi riportano, accanto al nome, l’ideogramma di donna e da ciò deriva la denominazione di Vaso Concezione. –

Definizione di trauma emotivo e Trauma Spectrum Response
Il trauma emotivo è il risultato mentale di un evento o di un insieme di eventi improvvisi ed esterni in grado di rendere l’individuo temporaneamente inerme e di disgregare le sue strategie di difesa e di adattamento.
Indipendentemente dalla sua origine, un trauma emotivo contiene tre elementi comuni:
1- è stato inaspettato
2- la persona era impreparata all’evento
3- non c’era nulla che la persona potesse fare per evitare che l’evento accadesse

Alla luce di ciò, e secondo le indicazioni fornite dall’ultimo aggiornamento del DSM V (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), non è l’evento di per sé che caratterizza l’esperienza come traumatica, bensì l’esperienza individuale dell’evento e questo è un fattore di importanza cruciale perchè, né l’esperieza individuale, né le ricadute cliniche e psicologiche dell’evento, possono essere prevedibili. L’esperienza traumatica e la violenza subita possono generare gravi danni, anche permanenti, e contribuire a problemi di salute mentale e fisica con conseguenze a breve o lungo termine (3-4). Le ferite, la paura e lo stress associato alla violenza del partner possono portare a problemi di salute acuti e cronici (es. cefalea e lombalgia). Le donne maltrattate riferiscono spesso sintomi gastrointestinali (es. inappetenza, disturbi alimentari), disturbi funzionali gastrointestinali (es. sindrome del colon irritabile), o sintomi cardiaci come ipertensione e dolore precordiale. Un possibile deficit del sistema immunitario, potrebbe essere attribuibile allo stress e/o ai disturbi della salute mentale, come la depressione o l’ansia. La violenza domestica può provocare anche gravi conseguenze nella vita psichica delle vittime perché può far sviluppare problemi psicologici come sindromi depressive, problemi somatici, sintomi di ansia, tensione, sensi di colpa e vergogna, bassa autostima, Post Traumatic Stress Disorder e molti altri. Se la violenza è protratta nel tempo lascia segni anche sul piano relazionale perché le vittime che la subiscono spesso perdono il lavoro, la casa, gli amici e le risorse economiche di sostentamento. Per quanto riguarda la violenza sui minori, le esperienze traumatiche, soprattutto se perpetrate all’interno della famiglia da adulti significativi, condizionano non solo lo sviluppo psicologico e la salute mentale del bambino, ma anche la sua capacità di stabilire relazioni affettive soddisfacenti una volta divenuto adulto e genitore a sua volta. L’essere stati ripetutamente esposti, da bambini, a violenza e ad abusi costituisce un decisivo fattore di rischio per diventare in futuro un adulto maltrattante.

Si definisce TSR (Trauma Spectrum Response) lo spettro di sintomi fisici, cognitivi, psicologici e comportamentali comuni in individui vittima di trauma fisico o psicologico (5-6).

Questa associazione complessa di sintomi, potenzialmente esacerbata da lesioni fisiche e cerebrali di natura traumatica, include
1) distress fisico ed emozionale (depressione, ansia, PTSD)
2) disturbi cognitivi (memoria e attenzione)
3) dolore cronico e refrattario a trattamento farmacologico 4) cefalea
5) abuso di sostanze
6) disfunzioni somatiche (funzione sessuale, affaticamento, sonno)

A livello fisiopatologico il quadro clinico dei sintomi precoci e tardivi caratteristico del TSR è secondario a una complessa cascata di eventi indotta dalla concomitanza di insulto fisico sui tessuti periferici e stress psicologico associato che arrivano a produrre elevati livelli di mediatori dell’ infiammazione, compresi citochine (più in particolare interleuchine [IL -1 e IL- 6]), fattore di necrosi tumorale – alpha (TNF-a), fattori neurotropici e tachichinine (compresa la sostanza P). I mediatori ”bottom-up” coinvolti possono inoltre influire sul sistema nervoso centrale (CNS) alterando l’integrità vascolare e la permeabilità cerebrale ed evocando alterazioni di natura neuro-infiammatoria all’interno del parenchima cerebrale e influendo sulla regolazione del rilascio di calcio endocellulare (7).
(fine prima parte)

Franco Cracolici, Aurelia Guzzo