Un caso di Sindrome di Tourette trattato con agopuntura. (seconda parte)

Alla palpazione corporea effettuata durante la prima visita risultano dolenti CV12, LU1, BL13. Alla palpazione del polso radiale emergono polsi vuoti. All’osservazione linguale emerge una lingua rigonfia, improntata, purpurea. Il paziente, interrogato circa stanchezza e digestione, dice di sentirsi complessivamente bene, in energia, ma riconosce di stancarsi molto a frenare e trattenere i suoi tic, come, su indicazione degli specialisti e dei genitori, cerca di fare. Precisa che, anche impegnandosi, riesce a trattenere i tic solo per qualche giorno, e che poi i tic esplodono per giorni e giorni, e questo lo stanca ancora di più. Circa la digestione dice di ritenere di digerire correttamente, ma precisa di sentire iniziare i suoi tic fonetici dallo stomaco, e per altro chiede che non gli siamo posti aghi sulla pancia.
Il trattamento viene effettuato su: gli shu-mu di polmone LU1 e BL13, GV20, ST36, GB37, LR3, PC6, KI1, mentre si evita CV 12, come richiesto dal paziente. La settimana seguente i tic sonori un po’ migliorati per frequenza e intensità. Gli viene richiesto di non sforzarsi più di trattenere le sue sonorità, di cambiare atteggiamento progressivamente, fino a lasciarle liberamente esprimersi. Gli viene richiesto anche di emetterle lì, seduta stante (si tratta di una terapia comportamentale in uso in questa sindrome), ma se lo vuole fare intenzionalmente il paziente quasi non riesce a emettere tic sonori. Poiché queste vocalizzazioni inarticolate appaiono come suoni primordiali dotati di una qualche espressività profonda, una dimensione esistenziale e universale imponente che può procurare una qualche ebbrezza e sfociare anche nella dimensione del piacere o meglio della soddisfazione di esprimersi in modi ancestrali e universali, questo rimanda in MTC all’organo del Cuore. Del resto, tutta quanta la storia clinica di questo ragazzo rimanda al Cuore ed al Fegato, allo stato di coscienza e alla modalità della manifestazione. Una via di trattamento potrebbe essere il trasformare questi caotici suoni ancestrali in vocalizzazioni ordinate, in pratica il percorso dal caos e dal caso alla cosa, dal disordine all’ordine. Dato che la voce è Cuore, si tratta di riportare il Cuore nella sua naturale sovrana funzione di organizzatore centrale organico, la via per farlo potrebbe essere il canto e questo gli viene suggerito.
Alla visita, i polsi risultano sempre vuoti, CV17 e CV12 sono dolenti, la lingua è sempre gonfia e improntata. Il paziente accetta che gli venga punto l’addome. Vengono trattati: ST25, ST40, GB 36, CV4, CV12, CV17, GV20. Negli incontri seguenti il processo terapeutico si mantiene ben direzionato, gli appuntamenti si fanno in breve bisettimanali. Nelle ricette di agopuntura vengono usati pochi aghi, lavorando su: Vescica biliare, sistema digestivo e Maestro di Cuore.
Quasi da subito il ragazzo non ha più alcun tic durante i trattamenti, recedono appena messi gli aghi, inoltre, incomincia ad accorgersi dei tic che ha. Ora se ne rende conto, gli stanno diventando estranei e così li percepisce. In capo a meno di dieci trattamenti il paziente non ha alcun tic per svariati minuti e quando ne ha uno è flebile, poco più di un fiato, con la muscolatura del volto che appena si tende. I trattamenti si fanno presto mensili.

Carlo Moiraghi