Rivolgimento cefalico con l’uso della moxibustione in caso di presentazione podalica.

Background
La moxibustione (una tecnica della medicina tradizionale Cinese che prevede la combustione di un’erba in prossimità della pelle) nel punto di agopuntura BL67 (nome cinese: Zhiyin), localizzato alla sommità del quinto dito del piede, è stata proposta come metodica per correggere la presentazione podalica.

Obbiettivi
Esaminare l’efficacia e la sicurezza della moxibustione nel rivolgimento fetale in caso di presentazione podalica, la necessità di versione cefalica esterna (ECV), la modalità di nascita, la morbilità e la mortalità fetale nella presentazione podalica.

Metodi di ricerca
Abbiamo consultato il Cochrane Pregnancy and Childbirth group’s Trials Register (26 Marzo 2012), MEDLINE (dal 1966 al primo Agosto 2011), EMBASE (dal 1980 all’Agosto 2011), CINAHL (dal 1982 al primo Agosto 2011), MIDIRS (dal 1982 al primo Agosto 2011), AMED (dal 1985 al primo Agosto 2011) e indagato le bibliografie dei lavori rilevanti.

Criteri di selezione
I criteri di inclusione sono stati: studi clinici randomizzati controllati, pubblicati e non, che confrontassero la moxibustione (sia sola che in combinazione con l’agopuntura o tecniche posturali) con un gruppo di controllo (nessuna moxibustione) o altri metodi (es. ECV, agopuntura, tecniche posturali) in partorienti di un singolo feto in presentazione podalica.

Raccolta dei dati ed analisi
Due autori della revisione, indipendentemente, hanno valutato l’elegibilità, la qualità dello studio ed i dati ricavati. I risultati valutati sono stati: la presentazione neonatale alla nascita, la necessità di versione cefalica esterna, la modalità di nascita, la morbilità e mortalità perinatale, le complicanze e la soddisfazione materne, gli eventi avversi.

Risultati principali
Sei nuovi studi clinici sono stati aggiunti a questa revisione aggiornata. Un lavoro è stato inserito tra gli studi in attesa di classificazione per la necessità di ulteriori dati. Questa revisione aggiornata ora comprende un totale di otto studi clinici (che riguardano 1346 donne). Metanalisi sono state effettuate (ove possibile) per i risultati principali e secondari.

La moxibustione non ha ridotto il numero di presentazioni non-cefaliche alla nascita rispetto al non-trattamento (P=0.45).

La moxibustione ha ridotto l’uso di ossitocina prima e durante il travaglio in partorienti per via vaginale rispetto al non-trattamento (risk ratio (RR) 0.28, 95% confidence interval (CI) da 0.13 a 0.60).

La moxibustione ha ridotto le presentazioni non-cefaliche alla nascita rispetto all’agopuntura (RR 0.25, 95% CI da 0.09 a 0.72).

In associazione all’agopuntura, la moxibustione ha ridotto le presentazioni non-cefaliche alla nascita (RR 0.73, 95% CI da 0.57 a 0.94) e le nascite con parto cesareo (RR 0.79, 95% CI da 0.64 a 0.98) rispetto al non-trattamento.

In associazione con tecniche posturali, la moxibustione ha ridotto le presentazioni non-cefaliche alla nascita rispetto alle sole tecniche posturali (RR 0.26, 95% CI da 0.12 a 0.56).

Conclusioni degli autori
Questa revisione ha trovato scarsa evidenza dell’efficacia della moxibustione nel rivolgimento fetale che ne supporti l’utilizzo in caso di presentazione podalica. Vi è una qualche evidenza che essa diminuisca la necessità di ossitocina. Se associata all’agopuntura, la moxibustione riduce le nascite con parto cesareo; se associata a tecniche posturali può ridurre le presentazioni non-cefaliche alla nascita.

In ogni caso, sono necessari studi clinici randomizzati controllati ben progettati, per la valutazione della moxibustione nel rivolgimento fetale, focalizzati su risultati clinicamente rilevanti e sulla sicurezza della metodica.

Coyle ME, Smith CA, Peat B. Cephalic version by moxibustion for breech presentation. Cochrane Database Syst Rev 2012 May 16;5:CD003928.

Commento
Focalizzando l’attenzione sull’agopuntura: gli autori sembrano trascurare il paragrafo evidenziato in cui si riporta in modo chiaro ed inequivocabile l’efficacia della moxibustione, se associata all’agopuntura, sia nel diminuire le presentazioni non-cefaliche alla nascita che i parti cesarei.

Concordiamo sulla necessità di ulteriori studi che contribuiscano a chiarire i risultati, talora contraddittori, di questa revisione.

Tiziana Pedrali