Regioni a confronto sulle medicine complementari. A Firenze 1° “Forum della sostenibilità ed opportunità nel settore della salute”.

Sono necessari un maggior coordinamento e sinergia delle attività regionali in Medicina complementare, a partire dall’applicazione dell’Accordo della Conferenza Stato Regioni siglato nel febbraio 2013.
E’ quanto emerso dalla Tavola rotonda che ha messo a confronto le esperienze regionali nell’evento “L’integrazione delle medicine complementari in sanità e nel Chronic Care Model”, svoltosi presso la Stazione Leopolda di Firenze nell’ambito della prima edizione del “Forum della sostenibilità e opportunità nel settore della salute”. Si è trattato di due giorni di lavori in cui istituzioni, associazioni di categoria, comunità scientifica ed industria si sono confrontati su obiettivi e soluzioni per lo sviluppo della sanità.
Agopuntura, fitoterapia ed omeopatia sono inserite nel Servizio sanitario toscano e presenti nei Lea regionali integrativi da anni. Facendo parte della struttura del governo clinico regionale, queste medicine saranno ulteriormente integrate nel processo di riforma della sanità toscana in corso, ha spiegato Katia Belvedere, dirigente della Direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione Toscana, introducendo la tavola rotonda cui hanno partecipato Piemonte, Emilia Romagna, Sardegna e Provincia autonoma di Bolzano.
Negli ultimi tempi il Piemonte ha rapidamente colmato il ritardo precedente approvando una legge regionale, istituendo la Commissione permanente per le MC ed approvando il Protocollo d’intesa fra la Regione e gli Ordini dei Medici. “Un grande passo in avanti che dovrà essere implementato con la maggiore diffusione di queste terapie nei servizi assistenziali alla popolazione” ha commentato per questa Regione Alberto Chiantaretto.
L’Emilia Romagna, ha detto Franco Desiderio, ha recepito l’Accordo nel 2014 e con una delibera di Giunta ha inserito l’agopuntura per il dolore cronico e la profilassi della cefalea nei Lea regionali, dopo un’attenta valutazione di progetti di ricerca regionali.
Più lento il percorso di integrazione in Sardegna, ha rilevato Alberto Puddu, presidente dell’Ordine dei Medici di Cagliari, mentre la Provincia autonoma di Bolzano, anche grazie ad un’autonomia finanziaria, oltre a recepire l’Accordo Stato Regioni, ha ampliato il servizio di Medicina complementare in oncologia avviato nel 2010 nell’ospedale di Merano estendendolo all’intera rete ospedaliera provinciale. Un’integrazione valutata positivamente da una ricerca eseguita in collaborazione con la clinica universitaria Charité di Berlino, ha ricordato infine Oskar Ausserer.

Mariella Di Stefano
Rete toscana di Medicina integrata