Linee guida della Regione Toscana per il mal di schiena. Per la prima volta presenti agopuntura e medicine complementari.

Il mal di schiena colpisce in Italia circa 15 milioni di persone, il 25% della popolazione, e rappresenta un problema ad elevato impatto sociale ed economico, essendo la lombalgia la principale causa di assenza dal lavoro per malattia. Su questa patologia il Consiglio Sanitario della Regione Toscana ha aggiornato di recente le linee guida allo scopo di rivisitare le raccomandazioni per la gestione del mal di schiena acuto e per il trattamento del mal di schiena cronico. Il documento, pubblicato sul sito della Regione Toscana (http://www.regione.toscana.it/-/mal-di-schiena) e sulla pagina dell’Istituto Superiore di Sanità riguardante le Linee guida regionali e nazionali (http://www.snlg-iss.it/lgn), dedica per la prima volta una sezione alle medicine complementari. D’altra parte il mal di schiena è uno dei motivi più comuni per i quali ci si rivolge alle terapie complementari, in particolare ad agopuntura, fitoterapia, omeopatia e terapie manuali, che in Regione Toscana (ndr. “come in altre regioni”) sono incluse nei Livelli essenziali di assistenza integrativi. Sono proprio queste le discipline messe a fuoco nelle Linee guida regionali, attraverso una sintetica ma esauriente esposizione dei principali studi pubblicati sulla letteratura internazionale che hanno evidenziato i benefici dei trattamenti complementari per questo problema. Le maggiori conferme riguardano proprio l’agopuntura, soprattutto nella lombalgia subacuta e cronica, in cui questa tecnica riduce il dolore e migliora la funzionalità nel breve termine, ma anche nelle forme acute. L’agopuntura, inoltre, è citata in diverse linee guida internazionali dedicate alla lombalgia: le linee guida congiunte dell’American College of Physicians e dell’American Pain Society (2007) la raccomandano per la lombalgia subacuta o cronica, precisando che può rappresentare un’ulteriore possibilità terapeutica quando il dolore non risponde agli interventi di self-care. E’ presente anche nelle linee guida della British Geriatric Society del 2013, dell’Istituto nazionale per la salute e l’eccellenza clinica inglese (NICE, 2009) e dell’American Society of Anesthesiologist. Nelle Conclusioni delle linee guida regionali toscane, nella sezione medicine complementari, si evidenzia come ci sia un buon riscontro nella letteratura internazionale sull’utilità di associare le terapie complementari ai trattamenti convenzionali per la gestione del mal di schiena cronico, anche se sono necessarie nuove ricerche di qualità. Infine, si sottolinea che nella scelta del percorso terapeutico migliore, soprattutto se il paziente assume in contemporanea diversi farmaci, si devono considerare anche altri fattori, quali i costi, le preferenze dei pazienti, la sicurezza, e, infine, il numero degli effetti avversi: “Per questi motivi, l’agopuntura, la fitoterapia, l’omeopatia e le terapie manuali possono rappresentare una valida opzione terapeutica”. La pubblicazione di questo documento è un ulteriore tassello dell’integrazione delle tecniche complementari nelle risorse per la salute in Toscana, nel segno dell’appropriatezza e della sostenibilità.

Rete toscana di medicina integrata