L’elettroagopuntura in un paziente portatore di pace-maker: un case report

L’elettroagopuntura (EA) è generalmente utilizzata per ridurre il dolore, con buoni risultati specialmente nei pazienti con dolore cronico. Tuttavia, le indicazioni dell’EA suggeriscono che questa tecnica non debba essere utilizzata nei pazienti portatori di pace-maker (PM), poiché vi è il rischio teorico di determinare un malfunzionamento del PM stesso.

Il caso descritto riguarda una donna di 50 anni che presentava una lombalgia severa, scarsamente rispondente sia al trattamento con medicina convenzionale che a quello con medicina alternativa. Il solo trattamento che sembrava avere un effetto positivo, seppur di durata estremamente breve, era l’agopuntura.

Con il passare del tempo, le condizioni cliniche della paziente peggioravano, pertanto, dopo le dovute considerazioni, si decise di trattarla con EA. Dopo il primo trattamento con EA, le condizioni della paziente migliorarono. Nei successivi due anni la paziente si sottopose a numerose sedute di EA senza alcuna complicazione od effetti collaterali.

I risultati di questo caso suggeriscono che l’EA potrebbe essere un’alternativa sicura per i pazienti portatori di PM.

Ogni paziente sottoposto ad EA deve, comunque, essere valutato individualmente e con cautela.

Vasilakos DG, Fyntanidou BP. Electroacupuncture on a patient with pacemaker: a case report. Acupunct Med. 2011 Jun;29(2):152-3.

Commento

Si precisa che l’articolo citato è un case report, pertanto non è possibile generalizzare il concetto che l’EA sia una procedura sicura in tutti i pazienti con PM o altri tipi di stimolatori.

Secondo le indicazioni attuali, l’elettroagopuntura deve sempre essere utilizzata con estrema cautela nei pazienti portatori di PM

Riccardo Rustichelli