L’Auricoloterapia: una metodica medica che affonda le sue radici nella medicina dell’evidenza.

L’Auricoloterapia è una metodica medica riflessa capace di indurre nell’ organismo delle modificazioni di senso contrario alla malattia e/o di attivare specifici filtri del dolore (sostanza reticolare, talamo, corteccia). Questa pratica ha acquisito il ruolo di medicina dell’evidenza, inizialmente, grazie alle geniali intuizioni del Dott. Paul Nogier, poi, grazie agli approfondimenti neurofisiologici portati avanti dal Dott. René Bourdiol e dal Dott. R. Kovacs; recentemente si è affermata sempre più grazie ai numerosi lavori dell’allievo del Dott. Kovacs: il Dott. David Alimi.

L’auricoloterapia, mediante la stimolazione di rappresentazioni specifiche presenti sull’orecchio, è in grado di influenzare precise aree del sistema nervoso centrale affinché recuperino la loro migliore configurazione omeostatica (legge di Kahler). L’orecchio, in virtù della sua innervazione privilegiata (V-VII-IX-X nervo cranico e plesso cervicale superficiale), è collegato al cervello in modo bidirezionale ed usufruisce pertanto di un continuo scambio di informazioni, lungo una rete che collega orecchio, cervello, organi ed apparati periferici. Tali evidenze sono state dimostrate attraverso indagini scientifiche con l’utilizzo di fRMI, EEG, termografia.

Il Dott. D. Alimì ha proseguito gli studi che per primo il Dott. Kovacs, suo maestro, aveva iniziato, con l’intento di fornire all’auricoloterapia le basi scientifiche necessarie per essere riconosciuta dalla comunità medica internazionale tramite l’O.M.S., che, infatti, nel 2011 ha riconosciuto come le sue cartografie debbano essere universalmente prese a modello.

L’auricoloterapia è una medicina funzionale che si basa su una diagnostica ed attua una terapia neurofisiologica che esaltano le abilità del medico nel riconoscere e comprendere le cause della patologia secondo i più moderni canoni scientifici, di cui le neuroscienze sono le interpreti principali.

L’auricoloterapia viene comunemente attuata tramite punture del padiglione auricolare eseguite con piccoli aghi posti in modo estemporaneo e/o con aghi semipermanenti lasciati a dimora per alcuni giorni.

La crioauricoloterapia rappresenta una novità, che il gruppo del Dott. David Alimi sperimenta da alcuni anni nei suoi centri di ricerca, e che sostituisce spesso l’uso degli aghi. Si tratta della stimolazione dei punti di auricoloterapia eseguita con l’ausilio di un particolare strumento che, attraverso uno stimolo puntiforme ottenuto con l’iniezione di azoto liquido, procura una micro-ustione superficiale da freddo sulla zona trattata. Tale tecnica ha un’efficacia simile alla stimolazione eseguita con gli aghi e libera il paziente dal fastidio di dover tenere aghi semipermanenti infissi nel padiglione auricolare per più giorni.

E’ proprio agendo su punti specifici auricolari, che sono la rappresentazione delle stazioni nervose interessate dalla patologia in atto, che il cervello è stimolato ad agire, al fine di ristabilire la migliore omeostasi organica. L’ orecchio agisce come uno schermo tattile collegato all’emisfero cerebrale opposto. Stimolando i punti auricolari è possibile agire sui filtri del dolore, se questo è presente, stimolare le zone cerebrali ipofunzionanti ed indurre il cervello a ritornare alla migliore omeostasi, riportando l’equilibrio negli organi affetti da disfunzione. I campi di intervento di tale riflessoterapia sono assai vasti, spaziando in tutti i settori della medicina.

Carlo Ripa (Direttore A.I.N.A. – Associazione Italiana di Neuro Auricoloterapia)