L’attivazione del sistema nervoso autonomo nell’insonnia e l’Agopuntura.

Possibili meccanismi alla base degli effetti clinici dell’agopuntura

È stato dimostrato che l’agopuntura è in grado di modulare l’attività del sistema nervoso simpatico e parasimpatico, essenziali per la funzione cardiovascolare, come dimostra la sua azione di regolarizzazione della funzione cardiaca, della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca. Inoltre, ricerche sia di base sia cliniche, hanno indicato che l’agopuntura regola i vari neurotrasmettitori ed alcuni fattori ormonali, tra cui le endorfine, la serotonina, la noradrenalina, l’ormone adrenocorticotropo (ACTH), il cortisolo, l’acetilcolina (Ach), la melatonina, la sostanza P, altri neuropeptidi, l’acido gamma-aminobutirrico (GABA) e l’ossido nitrico, che svolgono un ruolo importante nella regolazione del sonno, nella funzione corticale superiore, nella regolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e nei riflessi somato-viscerali.

Discussione dei casi

Dalla revisione della letteratura, sono stati presi tre casi come campione eterogeneo di pazienti con insonnia cronica: tre casi scelti anche per un tema comune, ossia l’insonnia comparsa in seguito a manifestazioni cliniche di ipereccitazione. I punti di agopuntura sono stati personalizzati a seconda delle specifiche condizioni del paziente, con alcuni punti comuni come: ExHN3 (Yintang), GV24 (Shenting), GV20 (Baihui), PC6 (Neiguan), LR3 (Taichong), Au Shenmen o il punto Cuore della mappa auricolare, scelti principalmente per i loro effetti sedativi nel trattamento dell’ansia. Il successo clinico osservato nei pazienti dopo il ciclo di agopuntura ha riguardato il miglioramento del sonno, sia come durata sia come qualità.
Conclusioni

Come abbiamo evidenziato in questa revisione, molti studi hanno descritto e studiato gli effetti fisiologici dell’agopuntura utilizzando gli standard metodologici della scienza contemporanea occidentale e, con ogni probabilità, alcuni dei miglioramenti rilevati nel trattamento dell’insonnia sono mediati da attività autonome. I nostri casi clinici, presi come esempio, dimostrano che l’agopuntura può avere degli effetti sostanziali e validi nei pazienti con disturbi del sonno. I futuri studi clinici, per valutare i vari livelli d’intervento dell’agopuntura sull’insonnia, dovranno comunque prevedere gruppi trattati con punti specifici per la stimolazione del sonno e gruppi controllo. Il monitoraggio dell’attivazione del sistema nervoso autonomo può rappresentare un tentativo utile sia per capire come funzioni l’agopuntura sia per valutare gli attuali modelli di trattamento dell’insonnia.

Huang W, Kutner N, Bliwise DL. Autonomic Activation in Insomnia: The Case for Acupuncture. Clin Sleep Med. 2011 February 15; 7(1): 95–102.
Paola Caldiron