L’agopuntura non è stata d’aiuto: quali potrebbero essere le cause?

L’articolo riporta una parte delle raccomandazioni rivolte dalla Federazione tedesca dei medici agopuntori (Deutsche Ärtztegesellschaft für Akupunktur – DÄGfA) al paziente in caso di insuccesso o di insufficiente risposta al trattamento ricevuto d’agopuntura.

a) Possibili cause dovute al terapeuta

1) Il Suo dottore ha una sufficiente formazione in agopuntura?

Sul nostro sito troverà l’elenco dei medici agopuntori iscritti alla nostra Federazione.

2) La Sua malattia è stata chiarita e una diagnosi medica è stata fatta?

3) E’ stato sufficientemente interrogato e/o visitato, per esempio secondo la medicina cinese/orientale?

Abbiamo qui riassunto alcuni esempi in modo che Lei possa esprimere come paziente un giudizio al riguardo:

  • Ha avuto l’impressione che il Suo dottore abbia cercato un collegamento per i Suoi sintomi nel loro insieme? Oppure è stato trattato il Suo sintomo principale (per esempio l’emicrania, il mal di schiena, i disturbi mestruali etc.) senza ulteriori domande?
  • Il dottore Le ha parlato dei Suoi sintomi cercando di interpretare in modo approfondito anche la parte emozionale dei Suoi disturbi?

Le facciamo notare che non tutti i sintomi richiedono un interrogatorio molto approfondito. Questo si rende spesso necessario nelle malattie complesse e croniche rispetto a quelle acute, come pure in agopuntura somatica rispetto a quella auricolare. Un medico agopuntore esperto può in breve tempo e in modo conciso porle le domande più appropriate sugli aspetti principali della sua sintomatologia.

4) Il Suo dottore ha una sufficiente esperienza pratica in agopuntura?

5) Ha avuto l’impressione che il Suo dottore conosca e domini la materia?

6) Il Suo dottore conosce metodi di agopuntura diversi (per esempio la somatica, quella auricolare, la craniopuntura, l’agopuntura laser, l’agopuntura dei punti Trigger, la moxibustione, la coppettazione etc.)?

7) Gli obiettivi del trattamento sono stati discussi con Lei in modo chiaro e il Suo dottore le ha indicato quale aiuto potrebbe/dovrebbe darle l’agopuntura nei Suoi disturbi?

8) Il Suo dottore le ha detto come Lei potrebbe contribuire personalmente a fare in modo che l’agopuntura possa dare un risultato migliore, attraverso per esempio il cambiamento di determinati modelli di comportamento?

b) Possibili cause legate al trattamento

1) L’agopuntura è stata fatta dal medico stesso?

2) Ha ricevuto un trattamento individuale in uno spazio riservato?

3) Ha ricevuto il trattamento su un lettino di ambulatorio?

4) La sistemazione e la temperatura dell’ambiente sono state di Suo gradimento?

5) E’ riuscito a rilassarsi sufficientemente durante il trattamento?

6) Si è sentito sicuro durante il trattamento e ha potuto richiamare l’attenzione del medico in caso di necessità?

7) Le sedute si sono succedute in modo regolare (per esempio 1-2 volte la settimana) oppure in modo irregolare con grandi interruzioni?

8) E’ stato effettuato un numero sufficiente di sedute, in modo da favorire il successo terapeutico (spesso sono necessarie 6-10 sedute in caso di malattia cronica prima che si manifesti una prima risposta positiva; 8-15 sedute sono poi necessarie per stabilizzare il miglioramento)?

c) Possibili cause dovute al paziente

1) Ha parlato con il Suo dottore delle Sue aspettative sull’agopuntura?

2) Pensa di aver ricevuto sufficienti spiegazioni?

3) Ha fiducia nel Suo medico agopuntore?

4) C’erano altri fattori di sovraccarico (per esempio le proprie condizioni vita) che forse non sono stati presi sufficientemente in considerazione? Avrebbe avuto bisogno di consiglio e assistenza?

5) Ha chiarito con il Suo medico agopuntore se un cambiamento delle abitudini di vita e di alimentazione associato all’agopuntura può condizionare/migliorare la risposta alla terapia?

6) Ha fatto un tentativo ulteriore con l’agopuntura in un periodo successivo, eventualmente migliore per Lei?

7) Ha informato il Suo medico agopuntore su disturbi apparentemente meno importanti (per esempio la presenza di cicatrici o alterazioni dello stato d’animo)?

8) Si è sentito nel complesso a Suo agio durante il trattamento?

Che cosa fare? Il nostro consiglio

1) I motivi per i quali il trattamento con l’agopuntura nel Suo caso non è stato d’aiuto o ha dato solo un beneficio parziale possono essere i più diversi. In ogni caso conviene trovare le eventuali cause, parlarne con il Suo medico di fiducia e eventualmente fare un nuovo tentativo con l’agopuntura in tempi successivi.

2) Anche se non è sempre possibile curare una malattia in modo completo, con l’agopuntura si può tuttavia ottenere una riduzione dei sintomi e una migliore gestione della malattia.

3) Noti bene che i disturbi cronici richiedono spesso un tempo di trattamento più lungo prima che il paziente avverta un miglioramento significativo. Anche condizioni di vita pesanti possono ritardare un successo terapeutico.

4) L’agopuntura può d’altra parte essere d’aiuto nell’affrontare meglio le difficoltà e i problemi, con maggiore coraggio e forza interiore, in modo da aprire la strada alla remissione dei sintomi

5) Per questo motivo può avere un senso fare un nuovo tentativo terapeutico dopo alcuni mesi, soprattutto se dopo la prima serie di sedute si è manifestato un successo parziale. Anche un miglioramento dei disturbi vegetativi con una migliore qualità del sonno, un migliore equilibrio, un aumento della forza interiore e della capacità di sopportazione psicologica sono tutti segnali che Lei può fondamentalmente rispondere bene all’agopuntura.

Cosa fare quando l’agopuntura dà una buona remissione dei sintomi, ma non sufficientemente prolungata nel tempo

1) Se il miglioramento ottenuto con l’agopuntura non si mantiene nel tempo, è consigliabile fare alcune sedute a intervalli prestabiliti per mantenere e rinnovare continuamente l’effetto del trattamento (“agopuntura di mantenimento”). In caso di malattie croniche è anche ragionevole fare un nuovo ciclo terapeutico con un numero maggiore di sedute a intervalli di tempo più lunghi

2) L’attenzione inoltre dovrebbe essere rivolta ad eventuali fattori di scatenamento o a condizioni che tendono a perpetuare i disturbi del paziente (come per esempio determinate abitudini di vita, stati di sovraccarico fisico o psichico)

3) Il miglioramento della postura e del sonno, l’attività sportiva, la corretta ergonomia del posto di lavoro, la prevenzione di vizi posturali durante il proprio lavoro, un’alimentazione sana, una migliore ripartizione del tempo per evitare l’aumento dello stress e le eccessive pretese lavorative, le strategie per risolvere i conflitti, imparare a dire “NO” etc. possono essere spesso d’aiuto. Ne parli con il Suo medico agopuntore.

Marco Romoli