L’agopuntura nella broncoscopia diagnostica a fibre ottiche: uno studio prospettico, randomizzato, controllato versus placebo

Una delle applicazioni più interessanti dell’agopuntura in ambito anestesiologico è rappresentata dalla sedazione. Trova infatti impiego in corso di interventi chirurgici in anestesia locale o loco-regionale, per procedure radiologiche o endoscopiche. Risulta però ancora aperto il dibattito in merito alla miglior condotta da seguire in questo caso: la sedazione, indubbiamente utile per un migliore assetto emodinamico ed un miglior confort del paziente, richiede la presenza di un anestesista, non sempre disponibile per queste piccole procedure, ed è gravata da problemi organizzativi oltre che da costi ingenti; l’utilizzo della sola anestesia topica con anestetico locale spray, di contro, garantisce il mantenimento dei riflessi, ma è sicuramente meno gradita al paziente, anche se più economica.

L’efficacia della sedazione in agopuntura in corso di procedure invasive è stata dimostrata in diversi lavori pubblicati in letteratura. Questo tipo di sedazione, infatti, risulta molto utile per il controllo dell’ansia pre-procedurale, che molto spesso condiziona il buon esito della procedura stessa, e migliora il confort intra-procedurale. Inoltre, l’agopuntura in questo ambito risulta tanto più vantaggiosa per il mancato utilizzo di farmaci in pazienti spesso ambulatoriali che, dopo l’esame o il piccolo intervento, devono tornare al proprio domicilio.

Obiettivo

Questo studio (effettuato al S. Raffaele di Milano nel 2006) valuta l’applicabilità della tecnica di sedazione con agopuntura in corso di broncoscopia, procedura notevolmente fastidiosa per i pazienti che spesso ne derivano un’esperienza negativa.

Metodi

Si tratta di uno studio prospettico, randomizzato, controllato versus placebo.

Previa approvazione del comitato etico e firma del consenso informato da parte del paziente, sono stati reclutati 48 pazienti proposti per FBS. Criteri di esclusione sono stati: gravidanza, età inferiore ai 18 anni, uso di farmaci psichiatrici o di sedativi, una pregressa esperienza di agopuntura per precedenti trattamenti, la presenza di problemi anatomici o di infezione nelle sedi di infissione degli aghi.

In antisala, tutti i pazienti hanno compilato una scala per la valutazione dell’ansia. Durante la procedura sono stati annotati ogni 2 min: Pa, Fc, spO2.

Sono stati creati 3 gruppi di 16 pazienti ciascuno: il gruppo A o gruppo controllo, in cui si è utilizzata l’usuale condotta con anestesia topica oltre che locale attraverso il fibroscopio; il gruppo B o gruppo agopuntura, in cui sono stati trattati bilateralmente, evocando il DeQi, i punti: LU7, PC6, LI4, HT7, Shenmen auricolare e, dopo un tempo di posa di 20 min in luogo tranquillo, si è proceduto ad anestesia topica/locale come nel gruppo A; gruppo C o gruppo sham, sottoposto ad identico iter del gruppo B, ma utilizzando agopunti privi di effetto sedativo. Gli aghi sono stati lasciati in situ per tutta la procedura.

Ai gruppi B (agopuntura) e C (sham), prima della pratica endoscopica, è stata nuovamente richiesta la compilazione della scala di valutazione dell’ansia. Dopo 10 min dalla fine dell’esame, ai pazienti è stata proposta una scala per valutare il grado di disconfort della procedura.

Risultati

I gruppi sono risultati uniformi per età, sesso ed indicazione alla FBS. I valori basali dei parametri emodinamici e di ansia sono stati omogenei nei 3 gruppi. Dopo 20 minuti di posa degli aghi, la scala di valutazione dell’ansia ha subito una notevole riduzione nel gruppo B (agopuntura), con valori altamente significativi, mentre non sono state rilevate variazioni nel gruppo C (sham).

Sempre in questa fase, non sono state evidenziate variazioni della Pa nel gruppo B (agopuntura) mentre vi è stato un incremento della stessa nel C (sham), con conseguente variazione significativa della MAP (pressione arteriosa media), senza però ripercussioni cliniche, non ci sono state variazioni riguardo ad FC e spO2.

In corso di procedura non sono state rilevate differenze statisticamente rilevanti nel profilo emodinamico dei 3 gruppi, né insorgenza di crisi ipertensive (Pa >200) o desaturazioni (spO2 < 90), nè aritmie o eventi avversi, né complicazioni legate all’agopuntura. Viceversa, la scala di disconfort dopo l’esame ha rivelato valori diversi nei gruppi, minore nel gruppo agopuntura, anche se statisticamente significativo solo nei confronti del gruppo A (controllo).

Discussione

La tecnica di sedazione con agopuntura ha rivelato una riduzione rilevante del disconfort percepito dai pazienti, sostanziale per questo tipo di procedura in cui l’ansia, sommata alla sensazione di asfissia ed alla stimolazione della mucosa, è in grado di innescare importanti riflessi emodinamici, tanto da incrementare il rischio di IMA post-procedurale.

L’esiguo campione dello studio non ha permesso di rivelare una riduzione statistica degli effetti cardiovascolari.

Il risultato sembra comunque decisamente incoraggiante dato che i pazienti ritenuti agitati nel gruppo B (agopuntura) hanno presentato livelli di ansia minori rispetto a quelli dei pazienti ritenuti calmi nel gruppo A (controllo).

I punti utilizzati sono noti per avere un effetto ansiolitico, broncodilatatore ed antitussigeno.

Gli autori non hanno analizzato alcun gruppo trattato con sedazione farmacologica, non essendo tecnica routinaria nel loro Ente. Non hanno inoltre valutato parametri inerenti la cost-effectiveness, ma concludono che “un broncoscopista agopuntore sarebbe in grado di limitare la richiesta di sedazioni che necessitino di un anestesista, oltre che di migliorare la compliance dei pazienti”.

Concludono asserendo che la sedazione in agopuntura può essere quindi considerata una risorsa importante in endoscopia toracica.

Bibliografia

Cabrini L, Gioia L, Gemma M et al. Acupuncture for Diagnostic Fiberoptic Bronchoscopy: A Prospective, Randomized, Placebo-Controlled Study. Am J Chin Med 2006;34(3):409–15

Patrizia Betti