L’agopuntura nel trattamento delle epatopatie del cane e del gatto.

Obiettivo

Obiettivo di questo studio è stato valutare l’efficacia dell’agopuntura nella terapia delle affezioni epatiche del cane e del gatto.

Sede

I trattamenti sono stati effettuati nell’ambulatorio veterinario Wildt con sede a Milano.

Pazienti

Sono stati trattati 5 cani ed 1 gatto per un totale di 6 animali, nei quali, in base alla visita ed agli esami strumentali e di laboratorio, era stata diagnosticata un’affezione epatica. Le malattie riscontrate nei cani sono state: steatosi epatica (3 casi), glicogenosi epatica (1 caso), colangioepatite acuta (1 caso). Nel gatto era presente un’ iperplasia nodulare benigna concomitante ad ipertiroidismo.

Metodi

I pazienti sono stati selezionati in base alla visita clinica, alla presenza di un aumento delle transaminasi epatiche (ALT e AST) e della fosfatasi alcalina (ALP). In tutti i soggetti è stata eseguita anche un’ ecografia dell’addome.

Dopo una valutazione secondo i parametri propri della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), sono state effettuate dalle 5 alle 10 sedute di agopuntura, a cadenza settimanale. Il trattamento è stato impostato in base al singolo paziente ed alla sindrome evidenziata, mantenendo però fissi alcuni punti, ritenuti di maggiore rilievo anche in base alla bibliografia esistente, ovvero: Taichong (LR3), Ganshu (BL18) e Yanglingquan (GB34). Gli aghi sono stati lasciati a dimora per 30 minuti e, nei casi in cui lo si sia ritenuto opportuno, è stata utilizzata anche la moxa.

Oltre al trattamento con agopuntura è stata instaurata una dieta con mangimi specifici e sono stati somministrati epatoprotettori a base di silimarina. In un caso di colangioepatite acuta è stata effettuata anche una settimana di antibioticoterapia.

Valutazione dei risultati

I risultati della terapia sono stati valutati in base all’esame clinico ed alla ripetizione degli esami del sangue riguardante i parametri precedentemente alterati.

Risultati

In tutti i soggetti trattati si è evidenziato un miglioramento delle condizioni cliniche ed in quattro casi su sei si è verificata una diminuzione più o meno marcata dei livelli sierici degli enzimi epatici. Nell’unico caso acuto trattato, che era anche il più grave, un cane con colangioepatite, si è ottenuta una completa guarigione del soggetto in tempi rapidi. Negli altri casi, in cui le alterazioni epatiche erano presenti da diversi anni, non sempre si è ottenuto un sostanziale miglioramento dal punto di vista ematochimico. Nel gatto con ipertiroidismo, durante il ciclo di agopuntura, è stato dimezzato il dosaggio di tiamazolo abitualmente somministrato ed al termine del trattamento i parametri tiroidei erano rientrati nella norma.

Conclusioni

I risultati di questo studio suggeriscono la possibilità di utilizzare con beneficio l’agopuntura come terapia adiuvante nelle patologie epatiche, che sono presenti con una certa frequenza nei piccoli animali e per la maggior parte delle quali il trattamento si limita alla somministrazione di epatoprotettori e di una dieta specifica.

Appare rilevante come nelle situazioni acute il trattamento possa portare ad un recupero completo ed in tempi brevi, soprattutto se iniziato precocemente. Al contrario, i casi cronici potrebbero richiedere un maggior numero di sedute, protratte per un periodo più prolungato, verosimilmente per la presenza di alterazioni più radicate.

Amorosi E, Romanò L. Hepathopathy in dogs and cats: traditional acupuncture therapy. 38th Annual IVAS International Congress on Veterinary Acupuncture. 29 agosto- 1 Settembre 2012. Galway (Ireland)

Eliana Amorosi