L’agopuntura auricolare nel trattamento delle dipendenze e dei disturbi del comportamento alimentare

Questo tema è stato affrontato a Bologna presso la sede AMAB, nei giorni 22-24 marzo 2013, alla presenza di 25 medici.

Il dr. Marco Romoli ha iniziato la sua relazione con un update sulle applicazioni cliniche della stimolazione auricolare nel trattamento della dipendenze e nel controllo della sindrome di astinenza. Sono stati presentate le varie combinazioni di punti e le diverse modalità di stimolazione utilizzate nel mondo per favorire il ricupero e mantenere il soggetto lontano dalla sua dipendenza.

La dr.ssa Cornelia De Marchi, responsabile dell’Ambulatorio del Tabagismo della ASL di Biella, ha parlato della sua pluriennale esperienza nel trattamento dei fumatori, presentando un aggiornamento sugli effetti nocivi del fumo e sulla diffusione del tabagismo in Italia. Secondo la collega psichiatra, l’auricoloterapia può essere vantaggiosamente combinata con farmaci come la Vareniclina (Ciampix?) o con tecniche di counseling diverse per mantenere il fumatore più a lungo lontano dalla sigaretta. Questa strategia considera pragmaticamente il fumatore come un “malato” che per un periodo variabile di tempo è a rischio di ricadute. A questo scopo la collega ha presentato in italiano una “scala del benessere”, pubblicata recentemente (Scholz Issa J. A new nicotine dependence score and a new scale assessing patient comfort during smoking cessation treatment. J Bras Pneumol 2012; 6: 761-5), per monitorare il livello di adattamento all’astinenza durante il trattamento e dopo la cessazione dal fumo.

La seconda giornata è stata dedicata allo stato attuale della ricerca clinica nei disturbi del comportamento alimentare (DCA).

Il dr. Marco Romoli ha messo in evidenza come la letteratura mondiale offra per lo più punti standardizzati o formule fisse di punti per controllare i DCA. La diagnosi auricolare (ispezione del padiglione auricolare, ricerca dei punti sensibili alla pressione e detezione delle aree a ridotta resistenza elettrica) permette invece di individuare le aree specifiche della fame, della sazietà e del “craving” in ogni soggetto, personalizzando quindi il trattamento.

La necessità di trattare le dipendenze tenendo conto della comorbidità psichiatrica, spesso presente in questo tipo di pazienti, è stata affrontata nella terza giornata. L’attenzione è stata rivolta in particolare ai soggetti che presentino disturbi psichici come il disturbo di panico, l’ansia e i disturbi somatoformi, i disturbi del sonno e le sindromi depressive. Per quest’ultime, quando si tratti di forme più severe, è stata descritta la strategia ottimale rappresentata dall’integrazione tra la stimolazione auricolare e la farmacoterapia antidepressiva.

Marco Romoli