L’agopuntura addominale modifica le risposte corticali agli stimoli nocicettivi in pazienti affetti da fibromialgia.

Abstract

E’ stata applicata l’agopuntura in un paziente su 5 occorsi alla nostra osservazione con diagnosi di fibromialgia, lo studio ha avuto una durata di due anni ed ha avuto un buon effetto sul dolore e sulla rigidità in confronto alla sham agopuntura e alla terapia standard.

Il meccanismo di induzione dell’analgesia con agopuntura è basato sull’attivazione di tipi differenti di fibre meccaniche e nocicettive, ottenuta mediante l’infissione di aghi in specifici agopunti. Lo stato funzionale delle vie nocicettive può essere valutato mediante potenziali evocati laser multicanale.

Lo scopo di questo studio è stato di valutare i cambiamenti delle misurazioni dei potenziali evocati immediatamente indotti dall’agopuntura addominale ed ombelicale nei pazienti con fibromialgia.

Dieci pazienti con fibromialgia che hanno acconsentito a partecipare a questo studio sono stati valutati secondo i criteri della scala di Wolfe et al. approvati dalla commissione etica locale del Policlinico di Bari. Nessun paziente presentava patologie del Sistema Nervoso centrale e periferico.

Nelle sessioni di agopuntura gli aghi -di misura 40×20- sono stati infissi negli agopunti dei meridiani addominali e secondo lo schema della tartaruga addominale, ovvero nei punti CV12, CV10, CV6, CV4, in KI13 e KI17, e infine in ST24 e ST26. Nelle sessioni di sham agopuntura, gli aghi sono stati inseriti a 3-5 mm dai punti di agopuntura.

In tutte e due le sessioni la durata della seduta è stata di trenta minuti, ogni paziente è stato sottoposto sia ad agopuntura vera che a sham agopuntura e le due sessioni sono state intervallate di circa 15 giorni per evitare sovrapposizione degli effetti. L’ordine delle due sessioni di agopuntura (vera e sham) è stato variato fra i pazienti in modo casuale.

Prima dell’infissione degli aghi (condizione di base) e subito dopo la loro estrazione, sono stati valutati i potenziali laser evocati (duration, 25ms; interstimulus interval, 10s; wavelength, 10.6mm) sugli agopunti intorno all’ombelico, sul dorso della mano dx e sulla cute a livello dei tender points del torace. L’ordine di stimolazione è stato deciso fra i pazienti in modo casuale. L’intensità di stimolazione è stata determinata sulla base della risposta del soggetto trattato. Durante la stimolazione laser, è stato registrato un EEG adoperando 62 elettrodi sul capo secondo l’Enlarged 10-20 Sistem. All’inizio ed alla fine di ogni sessione, il livello di dolore nei tender points è stato valutato secondo Okifuji et al. Un EEG preliminare era stato effettuato da un operatore all’oscuro delle condizioni del paziente (base line, sham acupuncture e real acupuncture) facendo riferimento a derivazioni specifiche precedentemente determinate. Questi potenziali evocati laser sono stati analizzati utilizzando il software Standardized Low Resolution Brain Elettromagnetic Tomography (s-LORETA).

L’ampiezza N2 P2 ottenuta dalla stimolazione addominale è risultata incrementata significativamente dopo la sessione di agopuntura (misure ripetute ANOVA) confrontando condizioni di base, sham e agopuntura. Nei nostri pazienti la manipolazione e l’inserimento degli aghi a livello addominale ha incrementato la risposta corticale dei potenziali evocati laser della cute adiacente agli agopunti ed ha ridotto la risposta dei tender points del torace.

Ciò avvalora l’ipotesi che l’analgesia indotta dall’agopuntura interessi processi integrativi tra gli impulsi dolorosi afferenti dalle regioni del dolore ed i vari livelli del Sistema Nervoso centrale; l’incremento dell’attivazione delle aree corticali deputate all’elaborazione degli stimoli nocicettivi dell’addome può indurre un complesso inibitorio che modula tutti gli stimoli dolorosi provenienti da altre aree, in particolare dai siti che sono deputati all’elaborazione del dolore spontaneo o provocato. Il risultato della nostra analisi suggerisce che un’interazione complessa può avvenire tra la zona corticale dell’insula e la zona del cingolo anteriore che processa i componenti cognitivi ed affettivi del dolore, e la zona prefrontale corticale coinvolta nella modulazione del dolore. Una tale esperienza emozionale e cognitiva collegata all’agopuntura induce un grande sollievo dal dolore nei tender points.

Nonostante la misura del campione fosse piccola questi risultati confermano l’effetto analgesico dell’agopuntura nei pazienti affetti da fibromialgia ed ipotizza la presenza di una reale interazione tra l’agopuntura e i meccanismi del dolore processati in questa sindrome complessa.

De Tommaso M, Delussi M, Ricci K, D’Angelo G. Abdominal Acupuncture Changes Cortical Responses to Nociceptive Stimuli in Fibromyalgia Patients. CNS Neurosci Ther. 2014 Jun;20(6):565-7
Gemma D’Angelo