Introduzione all’Agopuntura Addominale.

L’agopuntura addominale, tecnica antichissima da sempre conosciuta in Cina, è stata presentata in Italia dal prof. Zhi Yun Bo, all’inizio del 2001. Inizialmente destinata alla terapia del dolore, in particolare per quello osteoarticolare, con il tempo ha evidenziato enormi capacità di riequilibrio nelle patologie più disparate: dall’emicrania alle patologie del tratto digerente fino alle patologie neurologiche.

Struttura cardine di tale metodica, è il meridiano di Vaso Concezione, depositario in tutto il suo spessore della capacità di riequilibrare, in tempo reale, la distribuzione del sangue e del Qi in tutto l’organismo. Tale capacità gli deriva dalla vita prenatale, poiché il meridiano di Vaso Concezione è il primo a formarsi nella vita intrauterina, si presenta come un quanto di luce immediatamente dopo il concepimento e da quel momento in poi dirige tutto il complesso sistema autonomo di regolazione, in grado di sopperire a tutte le necessità del nascituro, comprese quelle fisiologiche di differenziazione, sviluppo e accrescimento. Subito dopo la nascita, con il taglio del cordone ombelicale, questa funzione è delegata al sistema degli organi Zang, ma la potenzialità evocativa di tale sistema si stratifica nella parte superficiale della parete addominale che diventa quindi un sistema multistrato e multifunzione:

1) STRATO SUPERFICIALE: mappa della tartaruga, rappresenta il sistema degli Jing Luo, SJL, congenito. E’ simmetrico e tratta il sistema osteoarticolare, la microcircolazione locale, il SNP.

2) STRATO INTERMEDIO: mappa degli Jing Luo, rappresenta il sistema degli Jing Luo propriamente detti, SJL, è simmetrico.

3) STRATO PROFONDO: mappa dell’ottagono, rappresenta il SJL acquisito. E’ asimmetrico (diverso a dx e sx), tratta il sistema degli organi ed è collegato al SNC.

L’attenzione dall’agopunto si sposta allo strato, la terapia ha inizio con l’infissione dell’agopunto, individuato peraltro in maniera differente rispetto alla somatoagopuntura, ma raggiunge la sua massima potenzialità con il raggiungimento dello strato: quanto più è cronica la patologia tanto più è profondo lo strato da raggiungere.

Il professor Bo ha individuato sull’addome i punti relativi ai quattro arti, che infissi superficialmente ne trattano il dolore, di qualunque eziologia, in tempo reale.

Ciò rende la metodica di grande impatto, ma potrebbe farla apparire erroneamente semplice o addirittura, com’è già successo, potrebbe farla inserire nel gruppo dei microsistemi e non renderle giustizia. Ovviamente non è così, un sistema così profondamente riequilibrante non può assolutamente essere inserito nei microsistemi, l’ha sancito l’approfondimento degli studi inerenti l’argomento, accompagnato dalle verifiche sui pazienti e gli ormai numerosi lavori scientifici; tutto ciò conferisce all’agopuntura addominale un ruolo di primo piano anche in patologie molto complesse come il recupero post ictale. Inoltre, l’apprendimento dei livelli più avanzati di questa metodica, ne conferma l’enorme complessità, lasciando intravedere la possibilità di mettere a fuoco una tipologia di MTC ancora più antica e più potente di quella studiata ai nostri giorni.

Gemma D’Angelo