Il significato del nome dei punti di agopuntura

Le proprietà terapeutiche dei punti di agopuntura, in Occidente, ci sono giunte in funzione della loro descrizione nel contesto di quadri clinici definiti, in assenza, spesso, di una loro decodificazione o di una correlazione fra il significato del loro nome e le loro proprietà. Come è noto a tutti gli agopuntori ed operatori di Medicina tradizionale cinese, la questione del significato dei punti di agopuntura non può essere affrontata solamente attraverso la traduzione letterale dei termini (o meglio ideogrammi) impiegati. Frequentemente il loro significato viene ricostruito da alcuni autori a seguito della scomposizione grafica dell’ideogramma nei suoi costituenti elementari, attribuendo quindi un valore semantico al carattere cinese, come la risultante di una sommazione dei singoli significati delle parti che lo costituiscono, senza tener conto che, spesso, una parte del carattere conferisce solo la fonetica e non è destinata alla costruzione del significato complessivo.
Ormai da alcuni anni mi sono dedicato alla ricerca di testi che abbiano affrontato questo problema con rigore e competenza ed attualmente sto traducendo, insieme alla Prof.ssa Jenny Fang (insegnante di lingua cinese e mediatrice culturale linguistica cinese), il testo Zhen jiuxue ming jie (1), a mio giudizio particolarmente interessante e del quale vorrei condividere alcuni contenuti.
In particolare, ho scelto la trattazione di un punto, Yáng Guān 關陽, terzo punto del canale di Du Mai, alla stessa altezza del punto Shu del Grosso Intestino, e tradotto generalmente come “barriera dello Yang”. La domanda è: “perché proprio lui è la barriera dello Yang?” Il testo riporta: “trattando con la moxa il punto Yáng Guān abbiamo una sensazione di calore che si diffonde dentro l’addome a tutti gli organi. Il punto Shu dell’Intestino Crasso si trova alla base della colonna dei punti di Vescica che comprendono i 5 organi. Tramite questa correlazione fra il punto sul Du Mai e il punto Shu del Grosso Intestino abbiamo la diffusione del Calore, attraverso di esso, a tutti gli organi. Rappresenta quindi il punto di passaggio dal Du Mai al canale di Vescica”.
Nella trattazione di questo punto, l’autore ricorda come il quadro diān kuáng 癫狂, comunemente tradotto come “follia” sia anche descritto come “secchezza degli organi”; altro aspetto questo che, comunemente, nella comprensione della sua fisiopatologia ha lasciato alcuni spazi oscuri. Quindi afferma: “…secondo i criteri fisiopatologici della Medicina tradizionale cinese, l’intestino è legato al fattore patogeno secchezza ed in particolare alla secchezza delle feci; in associazione a questo quadro di stipsi viene spesso riportata l’insorgenza di episodi di vertigini e senso di confusione mentale che nei casi più gravi può arrivare a sintomi di follia diān kuáng 癫狂. Questo quadro viene anche identificato come secchezza degli organi. Il Calore patogeno, quindi, presente all’interno dell’Intestino Crasso, dal suo punto di trasporto può raggiungere la “barriera dello Yang” e da qui arrivare fino al cervello; quale potrebbe essere altrimenti il collegamento della sua funzione di viscere che contiene le feci, con il cervello? Da un punto di vista terapeutico, infatti, questa malattia può essere trattata con la puntura di questo punto…”. L’autore ha ricreato quindi un percorso fisiopatologico, a mio giudizio interessante, che contribuisce alla comprensione della funzione di questo punto, in relazione soprattutto anche al suo rapporto con il punto attiguo.

Vittorio Mascherini, Jenny Fang

Gao Shi Guo. Zhen jiuxue ming jie. People’s Military Medical Press (January 1, 2012)