Il significato dei colori nei riti sacrificali del periodo Shang

Obiettivi
1° Parte

Questo lavoro vuole esplorare il significato dei colori descritti nelle ossa oracolari del periodo Shāng, in riferimento agli animali impiegati sia nei sacrifici che nei riti della caccia. Sappiamo che in epoca Shāng nelle iscrizioni oracolari sono stati identificati 8 ideogrammi per indicare gli 8 colori base e sono stati usati come predicato per specificare alcuni oggetti o animali rituali:
rosso chì 赤, rosso-marrone-giallo xīng 騂, bianco bái 白, multicolore wù 物, marrone zhí 戠, giallo huáng 黄, nero hēi 黑 o yōu 幽, derivante da xuán 玄.
Ma qual è stato il percorso della loro categorizzazione? Qual è stato il codice sottostante a questo simbolismo dei colori?
Il calendario del periodo Shāng era definito e scandito dai sacrifici agli antenati. La genealogia reale comprendeva 35 antenati storici, includendo i re predinastici e dinastici con le relative consorti. Il pantheon degli Shāng era stratificato sia per importanza che per tipologia delle divinità, ed il culto degli antenati rivestiva un ruolo preminente. Ciascuna divinità aveva la propria sede di culto ed i sacrifici venivano offerti anche a precedenti ministri che si erano distinti nella gestione della vita politico-religiosa.
Alcuni antenati erano più mitologici che non storici e fra le forze che venivano invocate si ricordano anche: gli elementi atmosferici, il sole, la luna, la terra e “ le quattro direzioni”, fāng 方.
Al vertice di tutte le potenze c’era Shàng Dí ma non sappiamo se questo nome identificasse realmente una divinità distinta o fosse piuttosto un titolo onorifico per il re. Esso dominava sugli eventi atmosferici, poteva inviare jiàng 降 sulla terra fino a causare disastri e catastrofi, e si dichiarava più o meno d’accordo ruò 若 sulle offerte o sulle scelte nei confronti delle quali veniva interpellato. Da un punto di vista cosmologico era associato a Sì Fāng 四方, i quattro punti cardinali, ovvero lo spirito delle quattro direzioni; il suo culto era associato verosimilmente alla stella polare.
La natura delle offerte era rappresentata da: vino, cibo e animali oltre a sacrifici umani. Gli sciamani del periodo Shāng rappresentavano la diretta emanazione degli sciamani neolitici ed i sacrifici erano sostanzialmente una sorta di contropartita offerta alle potenze divine nella speranza di ottenerne qualcosa in cambio.
Fra i supporti usati per la divinazione, i gusci di tartaruga sono relativamente rari rispetto alle ossa; quest’usanza è nata lungo le sponde del Fiume azzurro (Chángjiāng 长江), vicino alla costa est, abitate dalle culture Dà Wèn Kǒu e Mǎ Jiā Bāng già presenti dal 4000 a.C..
Le ossa, prima di essere incise, venivano lavate, seccate e lucidate.
Nella formulazione scritta della richiesta, la domanda veniva preceduta da zhēn 貞 (nell’accezione di: “divinare, chiedere” ma anche “verificare, testare”), visto che nei primi reperti non veniva formulata una domanda vera e propria, ma una richiesta di assenso o meno su una possibile opzione binaria. Le “domande” erano di tre tipi: sulle offerte, sul futuro e sulle calamità. Generalmente le domande erano doppie, dunque si chiedeva “se una data offerta bastasse per vedere soddisfatta una data richiesta”.
Le iscrizioni oracolari, secondo un criterio cronologico, sono state distinte essenzialmente in due gruppi. Il primo gruppo è quello definito come Wáng bùcí 王不辭 (Re-divinatori), il secondo è detto Fēi Wáng bùcí 非王不辭 (divinatori non-Re).
Ciascuno comprende dei sottogruppi ed il più antico del primo gruppo è quello detto Shi 師. Si legge in una di queste iscrizioni del sacrificio di un maiale bianco e l’ideogramma indica un cinghiale castrato (si usava spesso castrare gli animali domestici). In un altro caso si parla di buoi multicolore. I riti all’interno dei quali sono descritti questi colori-attributo, appartengono ai riti della fertilità.
Nel sottogruppo successivo, Bīn 賓, vengono registrati sacrifici di maiali, pecore e buoi bianchi. Per quanto riguarda il riferimento a uomini bianchi, si è propensi a pensare ad individui di pelle chiara; altrove sono menzionati anche cavalli bianchi.
(continua)

Wang Tao. Shang ritual animal: color and meaning. Bullettin of SOAS. 70,2,(2007) 305-372
Vittorio Mascherini