I significati di Mìngmén 命门, la “Porta della vita”.

Il significato dei nomi di agopuntura è un argomento che in letteratura trova pochi testi che se ne siano occupati in modo specifico, soprattutto in cui siano presenti rigorosi riferimenti agli aspetti etimologici. Le traduzioni dei nomi di agopuntura presenti nei testi di Medicina Tradizionale Cinese sono spesso traduzioni letterali dei caratteri cinesi che, frequentemente, non rendono ragione del significato implicito e contestuale alla materia e spesso mancano i riferimenti bibliografici a sostegno di una traduzione o di un’altra, rendendo problematica la scelta del senso che questi nomi hanno. A fronte di queste difficoltà, ho personalmente effettuato una ricerca bibliografica a riguardo e proporrò qui una sintesi di alcuni testi in lingua cinese, mai tradotti in italiano, sull’argomento.
I testi a cui farò riferimento sono: “Spiegazione del significato dei nomi dei punti di agopuntura” autore Gāo Shìguó, (高式国针灸穴名解 Zhēnjiǔ xué míng jiě, 高式国 著 Gāo Shìguó , Casa Editrice di Medicina dell’Esercito Popolare 人民军医出版社 Rénmín jūnyī chūbǎn, pubblicato nel 2012), che per brevità indicherò con GSG (iniziali del nome dell’autore) e, “Interpretazione del nome di agopuntura e moxibustione” autore Zhōu Méishēng , (針灸穴名釋義 Zhēnjiǔ xué míng shìyì, 周楣声著 Zhōu Méishēng, Casa editrice 安徽科技出版社 Scienza e tecnologia di Ānhuī, pubblicato nel 1984) che indicherò con ZMS (iniziali del nome dell’autore).
Nello specifico esploreremo i significati del punto di agopuntura Mìngmén 命门 attraverso i suddetti autori.
Si noti la traduzione del nome che propongo, che è “Porta della vita” e non “Porta del destino” come spesso possiamo trovare in alcuni testi. I caratteri cinesi che più propriamente indicano il nostro concetto di destino sono 命运 Mìngyùn composti dal carattere mìng 命 e yùn 运 – dove quest’ultimo carattere indica il senso del movimento, di andamento – e vedremo che questa accezione sarà esclusa in questo caso, in relazione al carattere mìng 命. Nel trattare il significato di questo punto, GSG pone subito una differenza fra una dimensione interna e una esterna del punto stesso: quella esterna è la sua localizzazione sulla regione lombare tra la porzione posteriore delle logge renali e quella interna al corpo, che occupa lo spazio compreso fra i due reni con un legame trasversale con il canale del rene zúshàoyīn. GSG successivamente afferma: “Il punto è come una porta che consente la comunicazione fra i reni e il canale dūmài, per questo motivo è chiamato mén 门, la porta”. Subito dopo però l’autore pone la domanda su quali basi il canale del rene sia collegato al canale dūmài. A sostegno di questa relazione cita “Le Domande Semplici – Discussione sui punti foro-fessura delle ossa”, Sù wèn gǔ kōng lùn 素问骨空论, nel passo che dice: “Il canale dūmài unisce lo shàoyīn 少阴 che sale lungo la coscia sulla superficie posteriore-mediale, attraversa la schiena, passando per i reni”. Da questo passo si deduce che i punti dello shàoyīn attraverso questo punto si collegano a dūmài. Ancora GSG attesta che dal punto mìngmén il qì si propaga a livello del punto shènshù 肾俞 per proseguire poi lungo il canale zúshàoyīn ed entrare nell’organo. Sempre in relazione al decorso del canale del rene, l’autore ricostruisce il suo decorso dal punto yŏngquán 涌泉, che salendo arriva fino a yīngŭ 阴谷, e da qui, lateralmente, si porta al punto wĕizhōng 委中, unendosi qui ai rami di zùtàiyáng. GSG, quindi, recupera dalla letteratura una mappa più dettagliata del decorso dei canali, evidenziando due decorsi del canale del rene, uno interno e uno esterno, uno accanto all’altro ed entrambi raggiungono i punti shù del rene, che si incrociano con i punti di dūmài attraverso legami trasversali.
L’autore cita quindi “Il Perno Spirituale – Capitolo sui punti iniziali ed i punti finali dei canali”, Língshū gēnjiépiān 灵枢 根结篇, dove si legge: “il canale di vescica ha radice nel punto zhìyīn 至阴, e finisce con il mìngmén 命门”. Ma questo mìngmén non è il più noto mìngmén 命门; in questo caso, afferma GSG, il temine si riferisce allo spazio fra due occhi. Secondo la scuola della Coltivazione della Vita, questo punto è uno spazio fra i due occhi che possiamo paragonare a un piccolo quadrato di terreno tián 田; infatti, questa scuola chiamava l’intervallo fra i due sopraccigli e i due occhi, che corrisponde a uno spazio di circa uno cùn 寸, uno cùn di campo: cùntián 寸田. Ancora, facendo riferimento al “Il Perno Spirituale – Capitolo sul governo del qì ” , Líng shū yíng qì 灵书营气, si afferma: “il carattere tū 突riferito allo spazio fra gli occhi è detto chúmén 畜门”. Nel carattere chú 畜 abbiamo la parte superiore xuán 玄 e quella inferiore tián 田. Tián significa cùntián 寸田 ovvero lo spazio anteriore alle cavità nasali. Se leviamo la parte tián 田 del carattere chú 畜, abbiamo xúanmén 玄门 che suggerisce il luogo di cùntián 寸田, cioè la porta del mistero oscuro. Lǎozǐ 老子 afferma: “E’ il mistero dei misteri, è la porta di ogni meraviglia”.
Anche nel testo di ZMS si descrive chiaramente che il carattere mìng 命 sta per shēngmìng 生命 che ha il significato di vita, esistenza e a questa accezione l’autore attribuisce il maggiore significato per la comprensione del senso. Per mén 门, porta, si intende un punto di libero passaggio in entrata e in uscita. Anche qui viene riportata la fonte dal “Perno Spirituale – Capitolo sui punti iniziali e terminali dei canali” – Língshū gēnjiépiān 灵枢 根结篇 in cui si attesta: “ 命门者,目也“ : ciò che Mìngmén 命门 indica anche gli occhi (ndt: qualcosa che è correlato con gli occhi in senso lato); di seguito ZMS fa notare dal “Nán jīng – il Classico delle difficoltà – 36esima difficoltà” -Nán jīng dì sānshíliù nán 难经第三十六难 : 谓两肾之间为五脏六腑之本,生命之原,是男子藏精、女子系胞之处,称为命门- : “ lo spazio fra i due reni è la radice dei cinque organi e dei sei visceri, è l’origine della vita , la sede degli organi genitali sia maschili che femminili. Dal commentario del Huáng Tíng Zhōng Jǐng Jīng 黄庭中景经, si legge: “命门,一名玉都,下丹田也,精气出入,神之所居,当脐后是也”: Mìngmén è un nome della Capitale di Giada (la Capitale di Giada è la residenza del signore del Cielo, secondo la tradizione Taoista), indica anche una regione al di sotto del Dāntián丹田, vi entra e esce il jīngqì 精气, è la residenza dello shén 神, è anche dove c’è l’ombelico. Sempre in riferimento al Huáng tíng nèijǐng jīng, l’autore cita il passo: 闭塞命门保玉都。 梁丘子 注:身为玉都,神聚其所, dove si dice: “chiudi il Mìngmén e proteggi la Capitale di Giada “ e il commento di Liáng Qiūzi, in proposito, è: la Capitale di Giada è il corpo, è la sede di accumulo e raccolta dello shén.
Per concludere riporto la parte del testo della definizione di mìng 命 presente nello Shuōwén jiězì 說文解字 (dizionario etimologico del secondo secolo d.C. redatto durante la Dinastia Han. Anche se non è il più antico è il primo dizionario che analizza la struttura dei caratteri): 使也。从口从令。眉病切。mìng 命 è anche shì, 使 cioè ordinare, inviare, far sì che (avvenga qualcosa), ordinare con la bocca con la voce, ordinare a voce alta. I caratteri 眉病切 danno solo indicazioni della pronuncia. Nel commentario si aggiungono le seguenti note: 君事也, 天之令也 ovvero qualcosa che ha a che fare con l’autorità del gentiluomo, ma anche con l’ordine del Cielo.
A questo punto ritengo sia necessario fare alcune considerazioni.
Il rigore metodologico auspicato all’inizio di questa ricerca, tendente ad una più profonda comprensione del significato del nome dei punti di agopuntura e, nello specifico, del punto precedentemente trattato, non possiamo fare a meno di ammettere che abbia disatteso le nostre aspettative. La domanda che rimane è: ma allora cosa significano e cosa hanno aggiunto le considerazioni espresse, a ciò che un agopuntore, in fondo già, almeno in parte, era a conoscenza? Ma i testi a cui i nostri autori hanno fatto riferimento sono i testi classici, su cui si basa la tradizione della medicina cinese, con le sue indicazioni e applicazioni. Cos’è allora che manca? A mio giudizio è il modo in cui abbiamo posto la domanda che è sbagliato ed è pure sbagliato il tipo di risposta che ci aspettavamo. Saremmo stati soddisfatti di una risposta tecnica, anche in forma poetica, ma che avesse avuto un nesso con le nostre esigenze pratiche o le nostre conoscenze fisiopatologiche. Invece no. I riferimenti che i testi classici ci propongono ci rimandano ad una visione del mondo e del corpo che è lontana dalla manualistica o da un approccio meramente tecnico, ma guarda ad un sistema di credenze e interpretazioni del mondo più vicino alla cultura sapienziale spirituale, che non quella fisica e materiale. Il medico agopuntore, nell’antica Cina, viveva l’agopuntura e il pensiero medico come un aspetto di una visione culturale complessiva fondata su un processo cognitivo di tipo analogico, tale da rendere coerente, da un punto di vista epistemologico, l’accostamento di riferimenti letterari o sapienziali a applicazioni pratiche come la medicina. Tale possibilità è insista nella scrittura cinese in quanto essa è espressione di un processo cognitivo analogico e a sua volta strumento di connessione fra i campi di indagine del processo cognitivo stesso nel suo insieme su tutti gli aspetti della realtà, in modo da poter rendere coerente e legittimo usare riferimenti concettuali in ambito letterario o poetico e trasferirli all’interno di testi di medicina o qualunque altra disciplina. La scrittura cinese è il legame e la struttura del pensiero cinese stesso.

Vittorio Mascherini