Gli impianti d’oro nella gestione dell’artrosi nel cane.

Obiettivo
Obiettivo del presente lavoro di tesi è stato quello di valutare la gestione della qualità della vita di un cane affetto da osteoartrite, mediante l’applicazione in punti di agopuntura di impianti d’oro. Tale applicazione viene valutata come una valida alternativa, già utilizzata in campo umano, alle terapie tradizionali in campo ortopedico, sfruttando sia le caratteristiche chimiche e biologiche dell’oro, sia la capacità dell’innesto stesso di prolungare nel tempo l’effetto del punto locale di agopuntura.

Introduzione
Dal punto di vista applicativo, l’impianto d’oro trova la sua massima espressione in ambito ortopedico soprattutto in quelle razze dove la spinta selettiva ha determinato un indebolimento dei soggetti, con predisposizioni genetiche allo sviluppo di malattie invalidanti. Tra queste, le patologie ortopediche caratterizzate da degenerazione articolare progressiva con sviluppo di artrosi occupano un ampio spazio. Le terapie proposte sono: la chirurgia e la gestione dell’infiammazione cronica e del dolore mediante farmaci.
Negli ultimi anni, sia in medicina umana che veterinaria si è evidenziato come l’oro 24 carati sia incapace di effetti collaterali nell’organismo ma che anzi sia un perfetto conduttore elettrico nella forma più pura. Due studi in medicina veterinaria di Lie e Jaeger (2011 e 2012) dimostrano efficacemente come l’organismo reagisca all’applicazione degli impianto d’oro in cani con displasia dell’anca osservando due reazioni: infiammatoria e chimica. Nella prima si è osservata una reazione diversa da quella infiammatoria tipica da corpo estraneo, bensì è stata osservata un’infiltrazione linfocitaria e macrofagica con attivazione del sistema complemento che ingloba l’oro in capsule di collagene scarsamente vascolarizzate quasi a proteggere ed isolare i tessuti. Nella seconda invece si assiste ad una vera e propria reazione chimica che vede la scissione dell’oro in uno ione stabile che inibisce gli enzimi lisosomiali delle cellule infiammatorie del tessuto sinoviale ed abbassa il numero delle cellule infiammatorie locali.
Oltre al trattamento locale, la tecnica oggetto di studio permette di trattare il soggetto nella sua individualità, inserendo nel trattamento agopunti specifici in base alla condizione sindromica del cane secondo la MTC.

Valutazione dei risultati
Il presente studio ha voluto avvalorare la tesi dell’efficacia dell’impianto d’oro, già ampiamente descritti in letteratura con circa 400 casi trattati da Klitsgaard J. (1996) e con due anni di follow-up da Jaeger G.T. (2007).
In questo lavoro sono stati trattati cani di diverse razze che hanno ricevuto, prima dell’impianto d’oro, trattamenti di agopuntura classici volti a rafforzare la condizione fisiologica dell’animale in vista dell’intervento. Sono stati scelti agopunti locali o distali, in relazione alla condizione sindromica espressa dall’animale e come triggers points.
Il risultato è stato quello di impedire l’instaurarsi o di rallentare in modo considerevole l’evoluzione della patologia cronica in soggetti giovani con predisposizione di razza alla patologia osteoartrosica. Mentre, in soggetti anziani, è stata evidenziata la possibilità di ridurre l’utilizzo di farmaci, spesso mal tollerati e garantire una buona qualità di vita senza essere impegnativa né in termini economici per i proprietari, né di gestione post-impianto per l’animale.

Palmieri M. Utilizzo degli impianti d’oro nel cane. Tesi di fine corso VIII Corso Triennale S.I.A.V. di Agopuntura Veterinaria, AA 2013-2014

A cura di Laura Romanò