FAD no grazie.

La FISA (Federazione Italiana delle Società di Agopuntura), cui ALMA (Associazione Lombarda Medici Agopuntori) aderisce, nel 2010 ha convenuto di dare la possibilità, alle Scuole ad essa aderenti, di inserire nei propri Corsi quadriennali di formazione in Agopuntura lezioni a distanza, FAD, fino al 30% del monte ore, lasciando libere le singole Scuole di scegliere se avvalersi o meno di FAD entro, comunque, gli indicati limiti del 30% del programma teorico.

Fondando sulla propria più che trentennale esperienza a garanzia dell’efficacia dei propri insegnamenti, ALMA non inserisce FAD nella propria offerta formativa. Non riteniamo, infatti, FAD modalità adatta né adeguata all’insegnamento della medicina cinese che, per la sua peculiare natura sottile, così differente dalla natura materiale della medicina moderna, e ad essa opposta e complementare, necessita di apprendimento diretto e trae ogni vantaggio dal contatto fra allievo e insegnante.

Recenti avvenimenti e ricerche risultano darci ragione, avallando dubbi circa la reale consistenza formativa di FAD e lasciando intravedere una prossima possibile inversione di tendenza; varie perplessità potranno ora trovare espressione. E’ accaduto, ad esempio, che proprio la Gran Bretagna, che di FAD è stata la culla, abbia dato evidenza e forma a una crisi sospesa a mezz’aria, decretando il drastico ridimensionamento di FAD: un arresto fisiologico, momento necessario per valutare e fare tesoro di un’evoluzione troppo rapida, per distinguere e districare appieno il comodo dal vantaggioso. Infatti è evidente la comodità, estrema sia per chi impartisce la formazione sia per chi la riceve, sia cioè per la Scuola ed il docente sia per l’allievo. Piuttosto incerta è invece la reale capacità formativa di FAD, indubbiamente presente ma forse non apicale quanto si è creduto e preteso imporla, mancante infatti di quel vivo incontro fra allievo ed insegnante e di quel loro confrontarsi e comprendersi e scambiarsi cultura che nessun monitor potrà mai altro che filtrare e frammentare e sbiadire e svilire e svuotare.

Ecco anzitutto titolo e stralcio della notizia pubblicata nell’Ottobre 2011 sul sito dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Udine.

“Gran Bretagna, fallimento del programma di sanità elettronica. Mentre in Italia la Sanità elettronica avanza a fatica tra polemiche e proclami, in Gran Bretagna il Governo innesca la retromarcia e cambia direzione di marcia. L’annuncio ufficiale è reperibile in un comunicato diffuso nelle settimane scorse dal Department of health del Nhs, il servizio sanitario britannico: il programma nazionale per l’Information technology varato nel 2002 lascerà il posto a un nuovo approccio progettuale, imperniato sul coinvolgimento dei soggetti interessati e a una concertazione “dal basso”. Per la stampa anglosassone, l’annuncio confermerebbe nei fatti la rottamazione del programma che in poco meno di dieci anni ha assorbito risorse pari a circa 1,4 miliardi di euro e ha mostrato grave mancanza di trasparenza da parte delle autorità e non ha raggiunto quasi nessuno dei suoi obiettivi.”

Analoghi punti interrogativi emergono a riguardo anche dalle attuali valutazioni della situazione americana, dove circa duecentocinquantamila giovani frequentano le scuole superiori via web, in Georgia addirittura via IPhone. I reali risultati formativi si stanno infatti rivelando deludenti ed insufficienti. Uno studio del National Education Policy Center indica, ad esempio, che moltissimi studenti delle scuole FAD si ritirano poco dopo l’iscrizione, che un terzo dei rimanenti conclude gli studi in congruo ritardo e che mediamente gli studenti FAD mostrano una preparazione inferiore, rispetto ai coetanei delle scuole tradizionali, anche in materie che in teoria potrebbero sembrare adatte all’insegnamento FAD, come ad esempio la matematica. Di qui la corale condanna della formazione FAD sentenziata dai principali media, dal New York Times al Washington Post al Wall Street Journal, che denunciano anche la mercificazione dell’istruzione pubblica, rilevando l’inerente comparto economico in cui le ditte private di corsi online pubblici ricevono importanti sovvenzioni statali.

I tanti nodi di FAD sono dunque ormai venuti al pettine di qua come di là dall’Atlantico.

Carlo Moiraghi