Efficacia dell’analgesia indotta da elettroagopuntura comparata con la somministrazione di oppioidi nel cane: uno studio pilota.

Obiettivo
Questo studio si è prefisso di valutare l’effetto dell’elettroagopuntura, comparato a quello degli oppioidi convenzionalmente impiegati, nella gestione del dolore postoperatorio in cani femmina sottoposte ad ovaristerectomia.
Il lavoro si è fondato sulla convinzione che gli effetti analgesici indotti dall’elettroagopuntura siano mediati dall’attività centrale di rilascio di oppioidi endogeni, come supportato dalla letteratura, che riferisce l’incremento dei livelli di endorfine nel cervello, nel midollo spinale e nel plasma, dopo trattamenti di agopuntura. L’elettroagopuntura, in particolare, è in grado di produrre una maggiore, più prolungata ed uniforme stimolazione rispetto all’agopuntura.

Sede
Lo studio è stato effettuato presso la sezione di Riproduzione del Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’ Università degli Studi di Milano.

Pazienti
Sono stati incluse nello studio dodici cani femmina in buono stato di salute, classe ASA I-II, in età compresa tra i 2 e gli 8 anni, di razze diverse, sottoposte a routinario intervento di ovaristerectomia.

Materiali e metodi
Tutti gli animali inclusi nello studio presentavano valori relativi al profilo ematico e biochimico nei range fisiologici.
I soggetti sono stati divisi in modo randomizzato in due gruppi: un gruppo agopuntura (n=6) che ha ricevuto un trattamento di elettroagopuntura a frequenze medio basse (16 e 43 Hz) ed un gruppo controllo (n=6) che ha ricevuto un trattamento analgesico classico, mediante somministrazione di oppioidi (butorfanolo) prima dell’intervento chirurgico.
Dopo l’intervento chirurgico, tutti gli animali sono stati ospedalizzati e monitorati per 24 h, valutando il grado di dolore mediante una scala del dolore in momenti specifici e prelevando campioni ematici per la misurazione delle endorfine. Tutti i soggetti hanno ricevuto lo stesso protocollo anestesiologico mediante propofolo (2.5 mg/kg i.v., seguito da infusione continua 0.05 mg/kg/min) in sedazione ed isofluorano (100 % ossigeno) in mantenimento.
I trattamenti di elettroagopuntura sono stati effettuati 40 minuti prima dell’inizio dell’atto chirurgico e mantenuti fino al momento della sutura della cute. Le frequenze, le intensità e gli agopunti sono stati scelti in accordo con la letteratura veterinaria secondo i principi della Medicina Tradizionale Cinese. I punti stimolati sono stati: Shenshu (BL23), Changshu (BL25), Hegu (LI4), Taiyuan (LU9), Zusanli (ST36), Yanglingquan (GB34) e Baihui (GV20).
Ai cani appartenenti al gruppo controllo è stato somministrato butorfanolo a 0.2 mg/kg i.m., 15 minuti prima dell’atto chirurgico.
L’intervento di ovaristerectomia è stato eseguito secondo tecniche standard mediante accesso in laparotomia ventrale. I parametri fisiologici (pressione arteriosa, frequenza cardiaca, temperatura) sono stati registrati ogni 5 minuti durante l’anestesia generale e l’intervento chirurgico. Le valutazioni statistiche sono state effettuate: subito prima dell’incisione cutanea (T1), durante l’incisione (T2), durante l’asportazione delle ovaie (T3) e durante la sutura della cute alla fine dell’atto chirurgico (T4).
Il dolore post operatorio è stato valutato da tre osservatori all’oscuro del trattamento effettuato sui cani, utilizzando una scala del dolore basata su sei categorie di comportamento, rappresentate dalle seguenti espressioni descrittive: comfort, movimento, apparenza, comportamento non provocato, comportamento interattivo e vocalizzazione. Ogni categoria è stata successivamente divisa in livelli in ordine ascendente, in relazione all’intensità del dolore, con uno score massimo di 24.

Risultati
La durata media dell’intervento chirurgico è stata equiparabile in entrambi i gruppi (36.6 minuti nel gruppo agopuntura e 34,8 nel gruppo controllo).
Nel gruppo trattato con elettroagopuntura il livello di dolore è risultato essere significativamente più basso, rispetto al gruppo controllo, 0.5-10 h dopo l’atto chirurgico. La concentrazione di beta endorfine è stata maggiore nel gruppo agopuntura rispetto al gruppo controllo. Per nessun cane trattato con elettroagopuntura è stato necessario intervenire con un’analgesia suppletiva, mentre per quattro dei sei cani appartenenti al gruppo controllo è stato necessario somministrare tramadolo.

Discussione
Da questo studio si è potuto osservare che l’elettroagopuntura potrebbe rappresentare un valido supplemento nel controllo del dolore in animali sottoposti a chirurgia.
Per quanto riguarda l’analgesia è importante sottolineare che, nonostante non sia ancora completamente chiarito il meccanismo alla base dell’effetto analgesico dell’agopuntura, l’azione previene la trasmissione del dolore prima che raggiunga la prima sinapsi nel corno dorsale del midollo spinale. Gli autori ipotizzano, infatti, che le strutture encefaliche e spinali coinvolte durante l’azione dell’agopuntura siano anche protagoniste nel processare le nocicezioni, giocando un ruolo nel concetto di neuromatrix proposta come evoluzione della Teoria del Cancello dallo stesso Melzack. In accordo con tale teoria, l’agopuntura potrebbe essere considerata come un messaggio conflittuale diretto alla neuromatrix, che la sbilancia modificando quindi la percezione del dolore. Questo concetto potrebbe spiegare l’effetto persistente (oltre 24 h) dell’analgesia post operatoria ed aprire le porte ad ulteriori studi sull’utilizzo dell’agopuntura nella prevenzione del dolore cronico.

Bibliografia
Groppetti D, Pecile AM, Sacerdote P et al. Effectiveness of electroacupuncture analgesia compared with opioid administration in a dog model: a pilot study. Br J Anaesth (2011); 107(4):612-18

Laura Romanò