Effetto dell’acupressione sul Punto Ex-1 sulle risposte soggettive di tipo autonomico all’inserzione dell’ago.

Tutte le pazienti che sono entrate a far parte dello studio non erano mai state sottoposte a trattamenti agopunturali. I criteri di esclusione comprendevano: presenza di patologie neurologiche e sindromi dolorose croniche, l’assunzione di trattamenti analgesici e sedativi o lesioni cutanee a livello dei punti da trattare.
Le pazienti venivano fatte rilassare per 10 minuti, durante i quali venivano sterilmente marcati, alla lunghezza di 3 mm, 2 aghi 27 G. A questo punto iniziava la monitorizzazione dell’ECG basale. Dopo 5 minuti veniva inserito il primo ago sull’avambraccio, infisso verticalmente alla profondità segnata di 3 mm; l’ago veniva lasciato per 30 secondi e veniva richiesta alla paziente la valutazione verbale (VRS) della sensazione dolorosa (da 0, non dolore, fino a 10, dolore massimo). Una volta ottenuto il dato, l’operatore iniziava l’acupressione del punto, effettuata con il polpastrello in modo rotatorio, alla velocità di 20 – 25 cicli al minuto. Dopo 3 minuti veniva infisso, sull’avambraccio controlaterale, con la stessa modalità precedentemente utilizzata, il secondo ago, lasciato in situ sempre per 30 secondi. Dopo l’interruzione dell’acupressione, veniva nuovamente richiesta alla paziente la VRS. Durante le manovre veniva monitorata la traccia ECG ed effettuata l’analisi computerizzata dei dati.
La risposta al dolore può essere stimata in base alla frequenza cardiaca (HR), attraverso l’analisi della sua variabilità (HRV), che tiene conto del contributo simpatico e parasimpatico alla FC, con prevalenza dell’effetto simpatico. Per valutarne l’impatto viene stimato, attraverso l’elaborazione dei dati, il rapporto LF/HF della HVR, cioè fra la fluttuazione a bassa frequenza (LF) e la fluttuazione ad alta frequenza (HF) della variabilità stessa. Tale rapporto è indice dell’impatto sul sistema nervoso autonomo come risposta al dolore.

Risultati
I due gruppi sono risultati uniformi per età, peso ed altezza.
L’acupressione di Ex-1 è risultata significativa nel ridurre la VRS dopo l’inserzione dell’ago, mentre l’acupressione del punto sham ne ha incrementato il valore. Nel gruppo Ex-1, l’inserzione dell’ago ha determinato un significativo incremento del rapporto LF/HF della HVR, che è stato ridotto dall’ acupressione, in linea con il supposto effetto α-litico, la seconda infissione in corso di acupressione ha determinato un incremento di LF/HF significativamente inferiore, in linea con la riduzione di VRS. Viceversa, nel gruppo sham non si è evidenziata alcuna variazione del rapporto LF/HF della HRV dopo acupressione.

Discussione
Lo studio ha rivelato che l’acupressione di Ex-1 Yintang si è dimostrata in grado di determinare una riduzione del dolore all’infissione oltre ad una ridotta risposta autonomica al dolore stesso, sia per azione diretta sul SNA che tramite la riduzione del dolore. Questa semplice manovra, rivelatasi utile ed efficace, vista la sua semplicità di attuazione, potrebbe essere routinariamente applicata in qualunque realtà operatoria, anche da un anestesista non esperto di agopuntura, con un ulteriore vantaggio per il paziente, al quale è giusto riservare ogni genere di accorgimento. Identica indicazione, data la semplicità di effettuazione, trova applicabilità anche in un laboratorio di analisi. Inoltre, tale facile procedura potrebbe, a maggior ragione, trovare impiego nello studio dell’agopuntore al fine di ridurre il dolore e lo stress determinato dall’infissione degli aghi.

Bibliografia
Arai YC, Ushida T, Osuga T et al. The Effect of Acupressure at the Extra 1 Point on Subjective and Autonomic Responses to Needle Insertion. Anesthesia & Analgesia 2008 Aug;107(2):661-4.

Patrizia Betti