ECIM 2012 a Firenze – Dal 21 al 22 settembre 2012 il Congresso Europeo di Medicina Integrata.

Di recente l’ Age.na.s. – Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali – ha pubblicato “Le linee guida nazionali di riferimento per la prevenzione e terapia delle cefalee nell’adulto”.

Tra le terapie non farmacologiche è stata inserita l’agopuntura e, a sostegno di tale decisione, vengono citate due revisioni sistematiche della Cochrane Collaboration, che hanno dimostrato l’efficacia di tale trattamento nella cura sia dell’emicrania che della cefalea di tipo tensivo, frequente o cronica.

Nella review dedicata all’emicrania, è stato rilevato come sia l’agopuntura vera che quella placebo si siano dimostrate efficaci quanto la terapia farmacologica, a volte addirittura più efficaci dei prodotti farmaceutici regolarmente utilizzati nella profilassi dell’emicrania e gravate da minori effetti collaterali.

Nella review dedicata alla cefalea di tipo tensivo, i risultati positivi sono stati ancora più evidenti: l’agopuntura è risultata significativamente più efficace dell’agopuntura placebo.

Purtroppo, è da rilevare come, a introduzione del capitolo dedicato alle terapie non farmacologiche delle Linee guida, Age.na.s abbia tenuto a sottolineare che: “il capitolo in questione ha un ruolo soltanto informativo su tecniche sulla cui utilità non esistono evidenze univoche in letteratura, ma sono di uso diffuso nella pratica… (non sono raccomandazioni)”.

Si pone a questo punto il quesito su quale grado di evidenza debba avere l’agopuntura per poter entrare a pieno titolo tra le terapie non farmacologiche nel trattamento del dolore.

I detrattori di questa metodica hanno sempre attribuito all’effetto placebo l’azione curativa dell’agopuntura, in quanto sia l’agopuntura che l’agopuntura placebo hanno pari efficacia nel trattamento del dolore. Sarebbe interessante, per prima cosa, discutere su cos’ è il placebo ma, rimanendo nel campo dell’agopuntura, è da rilevare come da tempo la comunità degli agopuntori richiami con forza l’attenzione sul dato che l’agopuntura placebo, cioè l’infissione superficiale di aghi nei punti di agopuntura e/o la puntura di zone cutanee più o meno contigue a questi ultimi, non sia un intervento inerte, e quindi un vero placebo, bensì un’altra forma di agopuntura, con effetti sul sistema neuroendocrino scientificamente dimostrabili. E’ per questo motivo che, soprattutto nel campo del dolore, i trials clinici non sempre dimostrano una superiorità dell’agopuntura versus l’agopuntura placebo.

Il dato più rilevante è comunque che entrambe le metodiche risultano spesso più efficaci dei trattamenti convenzionali usualmente sperimentati.

Ci saremmo auspicati che Age.na.s desse all’agopuntura nelle cefalee lo stesso peso di evidenza che ormai le linee guida di riferimento di altre nazioni le attribuiscono, magari separando l’agopuntura da altre tecniche non farmacologiche a tutt’oggi dotate di minore evidenza, ancor di più visto il sostegno, ampiamente citato nelle linee guida stesse, delle recenti revisioni Cochrane.

In conclusione, pur giudicando positivamente l’inserimento dell’agopuntura nelle linee guida nazionali di riferimento per la prevenzione e terapia delle cefalee nell’adulto, auspichiamo che l’agopuntura trovi una maggior diffusione nel trattamento del dolore come terapia non farmacologica: l’applicazione della Legge 38 del 9 marzo 2010 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” non può che essere l’occasione migliore.

La Federazione Italiana delle Società di Agopuntura (FISA), partecipando a IMPACT (Interdisciplinary Multitask Pain Cooperative Tutorial), gruppo di lavoro per l’applicazione della Legge 38, a cui collaborano più di 60 Società e Associazioni Scientifiche, intende dare il suo contributo tecnico scientifico affinché l’agopuntura trovi la sua giusta collocazione nell’ambito della rete dei Centri e Ambulatori di Terapia del Dolore.

Carlo Maria Giovanardi