Drenare i demoni e i serpenti – Le sindromi G?, un approccio clinico dimenticato al trattamento dei parassiti

Parte II

Il trattamento delle sindromi G? comprendeva dai riti magici alla recita dei mantra, alla somministrazione di erbe. Questa condizione clinica, pur essendo considerata grave e difficilmente risolvibile, era inquadrata come una situazione che poteva essere gestita “come fa un albero che ospita nella sua chioma uccelli e insetti”, ovvero si proponeva un trattamento piuttosto che una cura, tale da consentire, quindi, al soggetto, non di guarire ma di convivere con la sua patologia.

Da un punto di vista fitoterapico, è interessante il divieto ad utilizzare il Ginseng poiché nutrirebbe lo spirito vitale dei G?. Le ricette principali per queste sindromi comprendevano erbe tossiche quali l’aconito, animali quali la scolopendra e minerali quali il solfuro.

Erano prescritte anche formulazioni con erbe meno tossiche quali: la menta e l’angelica, l’efedra e la cannella.

Era previsto anche un trattamento con moxa ed aglio su 13 punti detti “punti Gu?? “ o punti Demone. Da notare che, comunque, l’aglio era considerato il principio più usato.

Un’altra tecnica in uso era rappresentata dal somministrare al paziente i vermi appena usciti da un cadavere recente.

Dentro le sindromi G? confluirono anche molti quadri di isterismo e ciò è dimostrato dalla presenze di ricette che vedono come loro principale ingrediente Bai He (Bulbus Lilii). Nei secoli la prescrizione per questa sindrome fu raffinata, per arrivare alla dinastia Qing (1644-191) con la formulazione Su He Tang (Decotto di perilla e menta).

Bibliografia
Heiner Fruehauf. Driving out demons and snake – G? Sindrome, a forgotten clinical approach to chronic parasistism. Journal of Chinese Medicine-Number 57-May 1998.
Vittorio Mascherini