Caso clinico di anasarca a Calcutta risolto con agopuntura e alimentazione.

Sintomo principale: Anasarca = edema massivo e diffuso all’intero organismo. L’origine di tale condizione patologica può essere varia. Nel mondo ricco di massima dipende da sindromi metaboliche profonde, nefrosiche, gravi scompensi cardiocircolatori, insufficienze epatiche come ad esempio cirrosi. Nel mondo povero, invece, le cause più frequenti di anasarca consistono nelle protratte e profonde carenze alimentari.
Caso clinico: Sangjiu è un ragazzo di ventisei anni, lo abbiamo curato con agopuntura nel 2014 durante due successivi periodi di volontariato a Kalighat, prima Casa di accoglienza fondata da Madre Teresa a Calcutta. Quando è stato ricoverato, il 29 aprile 2014, era davvero grave. L’edema riguardava tutto il corpo che era enorme e tondeggiante, non avevamo mai visto nulla di simile. Dopo una doverosa analisi del caso, abbiamo concordato di trattarlo giornalmente per tutta la settimana della nostra permanenza.
29/4/2014. All’esame obiettivo: anasarca pieno, elefantiasico, la pelle è liscia, tesa e assottigliata. Febbre alta, lamenti, tosse secca, impossibilità di muovere le gambe per il gonfiore dovuto all’anasarca e dolore ai movimenti passivi. Incontinenza urinaria e fecale. Atteggiamento scontroso, per nulla collaborativo. Rifiuta il cibo. Importante edema agli arti e ai genitali, falda ascitica ben evidente alla percussione dell’addome. All’auscultazione polmonare murmure vescicolare presente in tutti i campi, un po’ aspro. Polsi ben presenti, rapidi. Lingua non mostrata. Diagnosi: vuoto di Milza e di Rene, con ricaduta sul Polmone. La ricetta di agopuntura consiste in un solo punto, Shuifen, CV 9, situato sul tronco, sulla linea mediana, una distanza sopra l’ombelico, il cui nome significa “Distribuzione dell’acqua”. Data l’ascite e la posizione del paziente l’ago risulta posto alto, fra CV 9 e CV 10, che è a due distanze sopra l’ombelico. Decidiamo di pungere il punto CV 9 con un secondo ago mantenendo in sede il primo, quindi ago doppio su CV 9. [L’ago doppio è una metodica che ci è capitato di utilizzare in passato su altri punti, ad esempio punti come Zhibian BL 54 al gluteo per lombosciatalgie inveterate.] Durante il trattamento il paziente prende ad urinare abbondantemente e a lungo. Dopo questo trattamento e nei giorni seguenti la diuresi si mantiene ampia, frequente e abbondante, specie durante i trattamenti ma non solo. Consigliamo alla suora che lo assiste di trattarlo con diuretici, di cui abbiamo visto scatole in infermeria.
30/4/2014. Rispetto al giorno precedente remissione della tosse. Lievissimo miglioramento dell’anasarca. Polsi ben presenti, rapidi. Lingua non mostrata.
Ricetta: KI 6, SP 6.

1/5/2014. Anasarca in deciso miglioramento, ora il paziente, sempre allettato, riesce però a muovere le gambe in autonomia. Febbre diminuita. Falda ascitica non più apprezzabile alla percussione addominale. Paziente meno lamentoso, più contattabile. Denuncia dolore addominale e diarrea. Polsi ben presenti, rapidi. Lingua non mostrata. Ricetta: CV 9, ST 25.

2/5/2014
Anasarca in lento progressivo miglioramento. Febbre. Non più diarrea, feci molli ma formate. Paziente inappetente, rifiuta ancora il pasto. E’ venerdì, giorno della visita settimanale del medico, chiediamo un consulto. Dati i miglioramenti ci informiamo sulla posologia del diuretico, ma il medico dice che il giovane non è in terapia farmacologica, non ne vede la necessità, crede che causa fondamentale sia qui l’assunzione di cibo. Specifica che in questi casi non prescrive il diuretico per le alterazioni che tale categoria di farmaci può provocare agli elettroliti, sostiene che il deficit di sodio e potassio che ne deriverebbe sarebbe letale. Circa l’eziologia dell’anasarca, ritiene che possa derivare o da carenze nutritive, o da infestazione di vermi o da infezioni virali. Conclude che sono casi frequenti in India. Ritorniamo al paziente.
Polsi ben presenti, rapidi. Lingua non mostrata. Ricetta: SP 3, KI 3, LI 11.
Tolti gli aghi, chiede il cibo. Chiediamo alla suora di portarglielo nonostante non sia l’orario corretto. Alla vista del piatto di riso, lenticchie e patate il paziente lo rifiuta perché lo giudica poco abbondante. Ridendo la suora lo accontenta e lui, una volta messo seduto, mangia con il cucchiaio in autonomia.

3/5/2014
Non più febbre. Edemi declivi ancora ridotti tanto che oramai si distingue quasi la forma anatomica della caviglia e dei malleoli, permane anche se diminuito un edema scrotale ancora importante. A pranzo consuma il pasto seduto sulla sedia a rotelle nella sala comune e non più a letto, chiede due volte il bis. Non ha febbre. Polsi meno rapidi, ben presenti. Lingua non mostrata. Ricetta: CV 9, KI 6.
Dato il nostro imminente ritorno in Italia questo è l’ultimo giorno di terapia con agopuntura.

Strategie di ricettazione agopunturale
Specie nei pazienti gravi e defedati la nostra scelta terapeutica è di praticare il trattamento agopunturale minimo di grado massimo, e comunque di limitare nella ricetta il numero di punti, non raramente scegliamo l’utilizzo di un solo punto: in questo caso Shuifen, CV 9, impari e mediano. Infine, come specificato, la pratica scelta è stata di porvi due aghi. Shuifen, il distributore dei liquidi organici, favorisce come forse nessun altro punto la minzione e la dispersione dei liquidi, l’abbiamo quindi tenuto come costante cardine del nostro ciclo di trattamenti. Quanto agli altri pochi punti utilizzati, li abbiamo scelti per la loro capacità di muovere i liquidi (Zhaohai KI 6) e lo Yin (Sanyinjiao SP 6), di rinforzare la Yuanqi dei due organi centrali nello squilibrio, Milza e Rene (Taibai SP 3 e Taixi KI 3), di riequilibrare il nutrimento mediante lo strato energetico Yangming, cardine dell’alimentazione e della trasformazione organica (Tianshu ST 25), curando anche di pacificare lo Shen che si presentava comunque mosso e di purificare il Calore liberato (Quchi LI 11). Forse però, più dei singoli punti, vanno prese considerate le singole sintetiche ricette e i loro equilibri interni.

Considerazioni
In una settimana di trattamento il miglioramento del paziente è stato progressivo ed importante. In questi termini non ce l’aspettavamo. I primi giorni ritenevamo che i vantaggi fossero dovuti alla terapia diuretica, che davamo per scontata, invece non c’era nessuna terapia e il paziente rifiutava il cibo. Gli unici interventi terapeutici sono stati il quotidiano trattamento di agopuntura e l’alimentazione che sono valsi quindi a recuperare e attivare il sistema digestivo, fulcro della trasformazione vitale, e, a seguire, l’organismo.

Proseguio clinico
11/8/2014
Al nostro ritorno a Kalighat ai primi di agosto è stato bello ritrovare Sangjiu, sempre sulle sue ma più sorridente e espansivo di quanto lo ricordavamo. Aveva non pochi edemi declivi ma, complessivamente, era recuperato. Lo abbiamo trattato anche durante quel periodo di volontariato ma non più quotidianamente.

Carlo Moiraghi e Paola Poli – AGOM