​Lettera aperta di FISA: l’importanza della corretta comunicazione e divulgazione

Qual è il modo più corretto per parlare di agopuntura?

Spesso, termini propri della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), che hanno una grande “validità interna” nel contesto medico agopunturale, possiedono una scarsa o nulla “validità esterna” quando ci si rapporta alla comunità medica occidentale.
Pertanto, in merito a recenti polemiche circolate sui social riguardo all’utilizzo di terminologie afferenti alla Medicina Tradizionale Cinese (MTC) durante sessioni formative o congressuali, la Federazione Italiana delle Società di Agopuntura (FISA) ritiene necessario un chiarimento, a tutela della professione medica e della salute dei pazienti.

Quando si parla di agopuntura a scopo divulgativo/informativo, il linguaggio utilizzato può rappresentare un problema.

La Medicina Tradizionale Cinese, infatti, utilizza un linguaggio per il quale è necessaria una “traduzione”. Parlare, ad esempio, di “Vuoto di Yang della Milza” in un contesto medico-scientifico non specificamente agopunturale determina la sovrapposizione di due linguaggi: quello della MTC, con il termine “Vuoto”, e quello della medicina occidentale, con il termine “Milza”. Questa sovrapposizione può generare, comprensibilmente, fraintendimenti e derisione. L’agopuntura è una disciplina medica che affonda le radici in un sistema di pensiero pre-scientifico, sviluppatosi nel corso dei secoli in uno specifico contesto culturale e storico. Il suo linguaggio non deve essere interpretato in senso anatomico-patologico occidentale tout court.

Molti termini utilizzati nella MTC rappresentano “metafore funzionali”, impiegate per descrivere complessi di sintomi e segni clinici che la medicina moderna classifica diversamente. Presentare questi concetti “così come sono” a un pubblico non formato, o peggio utilizzarli senza la dovuta contestualizzazione scientifica, costituisce un errore metodologico. È compito del medico agopuntore moderno operare, quando possibile, una traduzione semantica e scientifica: utilizzare un linguaggio arcaico in contesti divulgativi, senza le dovute e puntuali premesse, non è solo anacronistico, ma offre una facile sponda a chi, con parzialità o malizia, cerca di screditare una risorsa terapeutica preziosa, validata e regolamentata.

Invitiamo pertanto i colleghi medici agopuntori ad adottare un sempre maggiore rigore nella comunicazione esterna, privilegiando il linguaggio della medicina basata sulle evidenze (EBM) quando ci si interfacci con la comunità medica e con il pubblico, e a contestualizzare (attraverso adeguate premesse storiche e culturali) i riferimenti ai contenuti classici della MTC.

Al contempo, rivolgiamo un invito ai detrattori dell’agopuntura: confrontiamoci sul piano scientifico. Deridere una terminologia solo perché diversa è un atteggiamento che non giova al progresso della medicina. Sarebbe scorretto non riconoscere che la ricerca scientifica internazionale ha ampiamente documentato molti dei meccanismi d’azione dell’agopuntura: dalla modulazione degli oppioidi endogeni alla regolazione di numerosi processi coinvolti nell’infiammazione.

Ridurre l’agopuntura a “pensiero magico” significa ignorare decenni di letteratura scientifica indicizzata su PubMed.

Dott. Carlo Maria Giovanardi
Presidente Federazione Italiana delle Società di Agopuntura (F.I.S.A.)
Esperto della Materia Agopuntura Scuola di Medicina Alma Mater Studiorum Università di Bologna
International Ambassador Society for Acupuncture Research (SAR) Visiting Professor Nanjing University of Chinese Medicine (NJUCM)

Dott.ssa Alessandra Poini
Consigliere Federazione Italiana delle Società di Agopuntura (F.I.S.A.)
Ricercatrice Istituto di Ricerca e Cura dell’Associazione Medici Agopuntori Bolognesi (A.M.A.B)